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mercoledì 27 ottobre 2010

DEBITO PUBBLICO e SIGNORAGGIO BANCARIO: COS'E' IL SIGNORAGGIO E PERCHE' CI DISTRUGGE



Un tempo le monete venivano coniate utilizzando una piccola quantità di metallo prezioso, come oro o argento, su cui veniva apposto il simbolo del sovrano. Chiunque avesse del metallo prezioso poteva portarlo alla zecca e trasformarlo in monete, lasciando alla zecca una parte del metallo per coprire le spese del conio.
La monete, dunque, andavano ad assumere un valore inferiore rispetto al valore del metallo prezioso utilizzato per coniarle, a causa dell’imposta di zecca, ma la differenza comunque non era elevata.
Con la rivoluzione industriale, e la conseguente crescita della quantità di denaro in circolazione, il sistema di conio basato sui metalli preziosi cominciò a risultare inadeguato, quindi si introdussero le banconote e le monete coniate con metalli economici, le quali avevano però un valore nominale molto superiore al loro costo di produzione.
Il signoraggio è appunto questa differenza tra il costo che l’istituto preposto al conio affronta per la produzione del denaro, ed il valore nominale che esso andrà ad assumere.
Ci sono delle organizzazioni che hanno il monopolio per la produzione del denaro: in Europa è la BCE (Banca Centrale Europea) e in USA è la Federal Reserve.
Queste poi distribuiscono il denaro prodotto alle nazioni che ne fanno richiesta, sotto forma di prestito con interesse. L’interesse è calcolato sul valore nominale del denaro (cioè su quanto vale la banconota e non sul suo costo di produzione), il quale invece è stato prodotto ad un costo trascurabile (è qui che sta l’ “affare”). Questo prestito dovrebbe essere restituito a fine anno, per cui si crea un debito pubblico che lo Stato deve colmare annualmente, tramite il prelievo fiscale.
Ciò che va ad incrementare all’infinito questo debito è l’interesse applicato al prestito, poichè per colmarlo è comunque necessaria una quantità di denaro virtualmente inesistente (la BCE vorrebbe restituito il denaro prodotto, più una percentuale di esso… che non è mai stata prodotta!): il risultato è che il denaro in circolazione diminuisce di anno in anno (perchè vengono utilizzati i soldi delle tasse per pagare gli interessi sul prestito iniziale) e lo Stato dovrà periodicamente richiedere altri capitali alla BCE, la quale ancora una volta effettuerà un prestito, applicando ad esso un interesse che si va ad aggiungere all’interesse che già precedentemente era impossibile colmare.

E va avanti così, all’infinito… è un debito ETERNO, INESTINGUIBILE e PUO’ SOLO AUMENTARE. Questo è il motivo per cui la situazione peggiorerà sempre, qualsiasi cosa dicano i nostri politici e qualsiasi governo vada al potere.
C’è da dire che la BCE, l’organismo che dovrebbe essere al di fuori di ogni autorità statale, è di proprietà di qualcuno: diverse banche europee si spartiscono percentuali della BCE, tra cui la Banca d’Italia, che ne possiede il 12,5%.
La Banca d’Italia, pur essendo un istituto di diritto pubblico, non è di proprietà dello Stato Italiano: è una S.p.A. il cui 94% del capitale è diviso tra banche private, tra le quali Intesa Sanpaolo (30%), Unicredit (15%) e altre banche, fondazioni e istituti privati.
Ne deriva che l’Italia è indebitata fino al collo… con alcuni cittadini italiani! Queste persone prendono dei pezzi di carta, ci stampano sopra qualcosa, e ce li prestano.
Non aspettiamoci che la situazione potrà migliorare in futuro, se tutto andrà avanti così, per inerzia.
Per avere un quadro più chiaro su questo argomento e su tutto il “contorno”, vi invito a dare uno sguardo al seguente video nel quale vari esperti della materia spiengano in soli 6'40 (e in maniera inequivocalile) il cencetto del signoraggio bancario e monetario e su quanto incide sul debito pubblica di una nazione.
Buona visione.


martedì 19 ottobre 2010

MINATORI IN CILE: TUTTO BENE CIO' CHE FINISCE BENE. E ALLORA RIDIAMOCI SU...


Mi permetto di condividere questa cosa trovata su Facebook perché la trovo troppo divertente e triste allo stesso tempo.

MINATORI CILE: SE FOSSE SUCCESSO IN UNA MINIERA ITALIANA...
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Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così:

1° GIORNO: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto.

2° GIORNO: da Bruno Vespa plastico della miniera, con Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora.

venerdì 15 ottobre 2010

Nessun dolore. Il romanzo di CasaPound

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IL SIMBOLO DI CASAPOUND E' LA TARTARUGA: UN ANIMALE CHE HA LA FORTUNA DI PORTARE SEMPRE CON SE' LA PROPRIA CASA. PERCHE' CHIUNQUE DOVREBBE AVERNE UNA. .

Nessun dolore è una grande storia d’amicizia, è il ritratto di una città a più facce, ma soprattutto è il primo romanzo a raccontare l’epica quotidiana di quelli che si definiscono i “fascisti del Terzo Millennio”, un’officina sociale che ha radici in tutta Italia e mette in dubbio molte delle nostre certezze.
 
Per presentarlo è stata scelta una location particolare, Ponte Milvio, dove venerdì 22 ottobre, alle 19.00, a parlare in piazza del libro, oltre a Di Tullio, ci saranno il vicepresidente e il responsabile cultura di CasaPound Italia, Andrea Antonini e Adriano Scianca, il presidente del Municipio Roma XX, Gianni Giacomini, e l'assessore alla Cultura, Marco Perina. Una grande festa che continuerà alle 21 con il primo concerto in piazza a Roma di ZetaZeroAlfa.

Il nuovo libro di Di Tullio, già autore di Centri Sociali di Destra e giornalista de La Stampa, è un romanzo forte ed appassionato, ambientato a Roma, con protagonisti due ragazzi di diversa estrazione sociale appartenenti al Blocco Studentesco, organizzazione di CasaPound Italia attiva in scuole ed università. I due attraversano la storia del movimento, scoprendo la gioia di sentirsi fratelli nelle lotte politiche e di strada, raccontando l’epica quotidiana dei militanti dell'associazione e dipingendo un ritratto fenomenale dei ‘fascisti del terzo millennio’”.

venerdì 1 ottobre 2010

RESTITUIAMO L'ANTEMURALE AI CIVITAVECCHIESI



L'intento è quello di far risvegliare nei civitavecchiesi il senso di appartenenza verso il nostro Antemurale e di sensibilizzare le istituzioni cittadine affinché un pezzo importante della nostra costa venga restituito alla città. Ritengo che esso costituisca un patrimonio storico e culturale di cui non ci si può permettere il lusso di privarsene. Penso alle tante passeggiate fatte con i genitori, con i nonni, con gli amici. Penso alle prime uscite in bicicletta, magari con le rotelle. Penso ai tanti pescatori sugli scogli (non solo civitavecchiesi...), a chi faceva jogging, a chi prendeva il sole e a chi andava a riempirsi i polmoni di iodio. A chi cercava semplicemente un pò di tranquillità per leggere il giornale o un buon libro. Penso soprattutto ai tanti bambini che oggi non possono farlo.
Sono convinto che riappropriarsi dell’antemurale e rimetterlo a disposizione della cittadinanza e quindi a intere generazioni che non hanno mai avuto il privilegio di poterne usufruire, possa ulteriormente cambiare il volto della città e rendere Civitatavecchia ancora più “Città D’Incanto”.