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lunedì 20 ottobre 2014

“Civitavecchia in MoVimento” non gradisce la nostra analisi e muove replica

di Antonio Cacace.
CIVITAVECCHIA – Il  Meetup “Civitavecchia in MoVimento” fa una sottolineatura a quanto da noi pubblicato venerdì scorso. In buona sostanza, prendendo spunto da una loro velina stampa, nel nostro inciso abbiamo voluto analizzare (almeno secondo il nostro personalissimo punto di vista e le informazioni raccolte) lo stato di salute del M5S che oggi governa la città, soffermandoci sui rapporti che intercorrono tra i due meetup  (Movimento 5 Stelle Civitavecchia e Civitavecchia in Movimento), almeno da quanto trapela dalle maglie che legano i due soggetti “politici”  che hanno dato vita alla lista che a Civitavecchia ha vinto le scorse elezioni amministrative.
Per dovere di cronaca e per nostra consueta correttezza pubblichiamo la nota di “Civitavecchia in MoVimento” per dare spazio alla loro versione dei fatti. Teniamo comunque a ribadire che con il nostro inciso abbiamo voluto semplicemente porre l’attenzione sul fatto che all’interno del movimento, come spesso accade quando ci sono anime differenti in qualsiasi tipo di aggregazione politica e non, sia piuttosto evidente che sia in atto un  confronto tra i due meetup (questa è la notizia) soprattutto su quelle che sono le scelte amministrative. Confronto che poi produrrà scontenti o meno, vincitori e vinti o partite patte e pare, con gli equilibri che potranno comunque continuare a pareggiare o magari a pendere in direzioni opposte. Nulla di più di quanto accade da sempre nella politica che tutti ben conosciamo, aldilà del fatto che a taluni piaccia chiamarsi “partiti” piuttosto che “movimenti” o “politici” piuttosto che “cittadini eletti”. In buona sintesi a noi quel che interessa è fare informazione e sviscerare tutto ciò che accade sotto i nostri occhi, focalizzando l’attenzione, come è giusto che sia, su chi ci governa e su tutto ciò che ruota attorno al suo vivere pubblico, che interessa la collettività prima ancora che una testata giornalistica.
Dal Meetup ‘Civitavecchia in Movimento: «Il Meetup “Civitavecchia in MoVimento”, con riferimento all’articolo “Anche il meetup civitavecchiese di cui fa parte l’ex consigliere comunale Elso De Fazi parteciperà alla manifestazione di domani contro l’inquinamento cittadino”, pubblicato lo scorso 17 ottobre dalla Voce del Popolo quotidiano on line, a firma del giornalista con lo pseudonimo Kanton, smentisce che nel Movimento 5 Stelle di Civitavecchia esista “una componente critica all’interno del movimento grillino che utilizza la Marcia della salute per ufficializzare anche il proprio dissenso”, in quanto il MoVimento partecipò anche lo scorso anno alla marcia senza bandiere come espressamente richiesto dal comitato organizzatore a tutti i partecipanti e come è stato specificato nel comunicato stesso vengono invece sottolineati l’impegno e la volontà  dell’attuale Amministrazione comunale per i temi ambientali. Inoltre il MoVimento 5 Stelle non segue le classiche logiche dei partiti e non si può assolutamente considerare un meetup come una sezione ma semplicemente come un gruppo di attivisti che lavorano parallelamente seguendo le linee programmatiche a ogni livello e che si comportano coerentemente a quanto viene fatto in tutte le altre realtà locali.
Non corrisponde al vero neanche l’ipotesi che “Parliamo di un gruppo (probabilmente minoritario tra i supporter civitavecchiesi di Grillo poiché non di area, diciamo, “ambientalista”…) rimasto fuori dal giro delle nomine e degli incarichi, nonostante il grande impegno profuso in campagna elettorale” e spieghiamo perché: tralasciando il discorso di fantomatiche “aree ambientaliste e non” (non esiste la possibilità di rinnegare la stella ambiente), le logiche del manuale Cencelli non ci appartengono e bisogna ricordare che i cittadini eletti nelle fila del MoVimento 5 Stelle sono dei portavoce e che quindi all’interno non esiste alcuna differenza tra un sindaco e un attivista così come non esiste alcuna struttura gerarchica, basterebbe infatti pensare ai capigruppo di Camera, Senato e Regione che svolgono i loro ruoli a rotazione. Nel MoVimento non c’è la necessità di ricoprire un incarico istituzionale per rendersi utile e nessuno può pensare di ricoprire il ruolo di Portavoce senza condividere le idee e farsi carico delle iniziative dal basso.
Pur essendo rispettosi del diritto di informare e del diritto di formulare ipotesi od opinioni, ci troviamo costretti a smentire le considerazioni fatte dal giornalista Kanton in quanto del tutto prive di ogni  fondamento e provvediamo quindi a spiegare e motivare come funziona la base del MoVimento per chiarire ogni dubbio. Il Meetup “Civitavecchia in MoVimento”, come tutti i meetup del Movimento di Beppe Grillo, è formato da comuni cittadini attivisti a cinque stelle, che ritengono la politica ed i partiti tradizionali la causa dell’attuale situazione socio-economica. Queste persone, meravigliose per partecipazione e generosità, agiscono volontariamente e con disinteresse avendo come unico scopo l’intenzione di fare il “bene comune”. Riteniamo la Voce del Popolo tra i pochi organi d’informazione telematici meritevole di essere definito serio, imparziale e corretto, evidenziando che lo stesso ha sempre dato il giusto spazio a tutti a prescindere dall’appartenenza politica e siamo convinti che anche dopo questo nostro intervento chiarificatore nulla cambierà».

venerdì 17 ottobre 2014

“Civitavecchia in MoVimento” alla Marcia della salute

Anche il meetup civitavecchiese di cui fa parte l’ex consigliere comunale Elso De Fazi parteciperà alla manifestazione di domani contro l’inquinamento cittadino.
di Antonio Cacace.
CIVITAVECCHIA – Prima di dare spazio alla nota del Meetup “Civitavecchia in MoVimento“, visto che non stiamo trattando il pensiero dei “soliti” esponenti politici ma di rappresentanti di un movimento, il 5 Stelle, che considera la politica ed i partiti come il male assoluto da “combattere ed abbattere”, vogliamo soffermarci brevemente proprio sul bisogno che hanno avuto De Fazi e gli altri “attivisti” del meetup di identificarsi come membri di Civitavecchia in Movimento piuttosto che come normali attivisti del 5 Stelle. 
Quasi una ufficializzazione della nascita di una componente critica all’interno del movimento grillino che utilizza la Marchia della salute per ufficializzare anche il proprio dissenso, nel caso specifico, verso l’organizzazione interna dell’evento. Parliamo di un gruppo (probabilmente minoritario tra i supporter civitavecchiesi di Grillo poichè non di area, diciamo, “ambientalista”…) rimasto fuori dal giro delle nomine e degli incarichi, nonostante il grande impegno profuso in campagna elettorale e nonostante al suo interno vi siano persone preparate e con esperienza amministrativa come Elso de De Fazi. Se sia nata oggi a Civitavecchia la prima corrente politica all’interno del Movimento 5 Stelle in pieno stile prima Repubblica e se si sia aperta una crepa nella forza che oggi governa la città non sta a noi dirlo ed è prematuro anche ipotizzarlo, quello che possiamo dire però senza temere di essere smentiti è che sta uscendo fuori dal tappeto la polvere che con fatica la governance grillina tenta di tenere nascosta e con essa anche i malumori e le lotte intestine figlie del potere ed in alcuni casi del pregiudizio ideologico. Una riflessione doverosa per chi come noi ama raccontare i fatti e, di tanto in tanto, tenta anche un approfondimento politico andando anche oltre la mera pubblicazione di comunicati stampa. Ciò che appare evidente ormai a tutti, anche ai più distratti, è che alla fine in Italia, che si tratti di politica o di interessi in generale, andare oltre gli slogan, la propaganda e la reclame diventa molto difficile se non impossibile. (kanton)
Dal Meetup ‘Civitavecchia in Movimento«Come attivisti del Meetup “Civitavecchia in MoVimento” sabato 18 ottobre sosterremo la 3^ edizione della Marcia della salute, organizzata da tutti i Comitati Ambientalisti del territorio, partecipando come semplici cittadini.
3marcia salute 2014 jpgFacciamo un plauso all’ennesima iniziativa popolare sulla salute, l’ambiente e l’inquinamento, volta a sensibilizzare su tali temi l’amministrazione di turno che, secondo noi, ha già iniziato ad operare concretamente sia nelle parole che nei fatti. Vogliamo anche rivolgere l’invito alle famiglie del comprensorio – dichiarano gli attivisti grillini – di partecipare in massa alla manifestazione per esprimere insieme, con la forza dei numeri, la volontà di arrivare in un prossimo futuro all’obiettivo di abbandonare l’odioso podio di secondo comune d’Italia in casi di tumori, e di aspirare ad uno sviluppo di città modello basata sulle tecnologie verdi.
Vogliamo inoltre precisare che,  per rispettare la richiesta degli organizzatori di non volere la presenza di alcun simbolo politico, parteciperemo senza alcun vessillo non condividendo però tale presa di posizione dei comitati, in primis perchè, come cantiamo nei nostri incontri, noi al pari di qualsiasi comitato cittadino, “non siamo un partito, non siamo una casta, siamo cittadini punto e basta. Secondo, e non ultimo, perchè l’ambiente, la salute e l’inquinamento sono temi che appartengono a tutti senza alcuna distinzione ideologica/politica e vietare a chiunque di manifestare a sostegno di una causa così nobile è un limite alla democrazia partecipativa».
fonte: http://www.lavocedelpopolo.net/24860/civitavecchia-in-movimento-alla-marcia-della-salute/

giovedì 18 settembre 2014

Emergenza rifiuti, un’altra segnalazione che evidenzia come il degrado sia ovunque

Foto notizia - emergenza rifiuti zona Uliveto
di Antonio Cacace
CIVITAVECCHIA – Continuano ad arrivare segnalazioni sull’emergenza rifiuti in città. Le foto inviate dai lettori de La Voce del Popolo alla nostra redazione, che pubblichiamo nella rubrica “Foto notizia“, mostrano immagini sconcertanti di una città ai confini della civiltà e del decoro urbano.
L’emergenza rifiuti è ormai una realtà con cui fare i conti anche a Civitavecchia, l’immondizia giorno dopo giorno sta diventando padrona indiscussa delle strade, al centro come in periferia. I cassonetti dei rifiuti tracimanti di sacchetti che invadono anche la sede stradale, sembrano sempre più essere inghiottiti dai cumuli di “monnezza” che campeggia in bella vista.
Insieme a i rifiuti si accumulano anche le lamentele dei cittadini, sempre più stanchi ed esasperati di fronte ad una situazione che sembra essere sfuggita di controllo all’Amministrazione comunale (e non è l’unica per la verità…). I lettori de La Voce del Popolo denunciano la gravità del problema attraverso le foto che ci inviano quotidianamente a tutti gli account della redazione (Facebook, Twitter, WhatsApp, sms, via mail…) mettendoci al corrente in tempo reale su come le discariche a cielo aperto aumentino in numero e dimensioni a ritmo vertiginoso.
Quella che abbiamo scelto di pubblicare oggi riguarda i cassonetti della zona Uliveto, dove la mancata raccolta dei rifiuti (per problemi noti a tutti) ha prodotto uno spettacolo indecoroso di sporcizia ed immondizia sotto i palazzi e la chiesa del quartiere.
E’ arrivato il momento per la Giunta grillina di dare un’accelerata e correre ai ripari, i 100 giorni appena trascorsi  sono un tempo sufficiente per capire se si è all’altezza della situazione oppure no. Se si è pronti a trovare le soluzioni ai problemi (ordinari e straordinari) che tutte le amministrazioni si trovano davanti nel corso del loro mandato politico. Mandato che – ricordiamo – si ottiene (e si è ottenuto) chiedendo il voto ai cittadini in campagna elettorale e dichiarandosi pronti per guidare la città ed in grado di fronteggiare le situazioni presenti e future.
fonte: http://www.lavocedelpopolo.net/22645/emergenza-rifiuti-ecco-unaltra-segnalazione-il-degrado-ormai-e-ovunque/

venerdì 12 settembre 2014

Area Metropolitana, intervista a due con Piendibene e Grasso

di Antonio Cacace.
CIVITAVECCHIA – Animato dibattito in questi giorni per la Città Metropolitana che vuole l’adesione o meno di Civitavecchia nel suo hinterland. Molti i contrari e qualche favorevole al progetto del Governo. Per capire meglio gli animi e le idee di chi è pro e chi, invece, è contro questo disegno abbiamo sentito due esponenti politici locali mettendoli a confronti ponendogli alcuni quesiti sulla tematica.
MARCO PIENDIBENE (PD)
D. In due battute ci spieghi la sua favorevole posizione all’affrancamento all’Area Metropolitana di Roma?
R. Non si tratta di affrancamento… La legge 56/14 (cd legge Delrio) determina (comma 6) che il territorio della città metropolitana coincide con quello della provincia omonima e dunque più che affrancati siamo “confermati” nei confini della vecchia provincia di Roma.
D. Come nasce questa netta posizione in tal senso?
R. La nostra posizione non è un recepimento passivo della legge 56. Riteniamo infatti che ogni Città Metropolitana possa (e debba) avere peculiarità proprie. Queste saranno determinate con regole scritte in ogni Statuto Metropolitano. E’ nostro intendimento incidere nella stesura di questo Statuto per determinare il giusto equilibrio di funzioni e ruoli tra la Città Eterna ed i comuni che la circondano. Bisogna lavorare da subito per garantire un equilibrio di rappresentanza, perché Roma ha bisogno della sua provincia e la provincia ha bisogno di Roma.
D. Quali sarebbero i vantaggi della comunità cittadina nell’aderire a questo ambizioso progetto?
R. In primis evitare un isolamento istituzionale che sarebbe inevitabile allorché le province fuori dalle aree metropolitane perderanno sempre più funzioni e autonomia. L’ottica del governo Renzi, già proiettato verso la semplificazione burocratica ed istituzionale, risulta chiara con l’adozione della legge Delrio. Un livello istituzionale doveva essere sacrificato ed è ormai evidente che si tratterà delle province.
In secondo luogo, dentro la città Metropolitana le opportunità di poter accedere a rami specifici dei fondi UE rimangono intatte ed anzi, in base all’ordinamento che configura, in luogo del comune di Roma, l’ente territoriale “Roma capitale”, è previsto che siano assegnate dallo Stato e dall’Unione Europea risorse ulteriori, in considerazione del ruolo di capitale della Repubblica e delle nuove funzioni ad essa attribuite determinando i costi connessi a tali attribuzioni, detraendoli dal Patto di Stabilità, per poter liberare così nuove risorse da destinare agli investimenti.
D. Secondo lei da cosa nasce la netta opposizione all’area metropolitana di Roma per chi è contrario?
R. Credo che vi siano motivazioni diverse e forse bisognerebbe chiedere a coloro che oggi si battono con più veemenza se, tra loro, esiste una linea di pensiero unitaria… Mi pare però l’dea di rendersi liberi da un ipotetico “giogo” della Capitale ed il romanticismo di poter fondare una nuova “provincia dell’Etruria” (del tutto inattuabile oggi per quanto detto sopra) siano tra le motivazioni più ricorrenti.
D. Attualmente Civitavecchia lamenta importanti servitù che causano forte inquinamento e debole occupazione, potrebbe l’Area Metropolitana migliorare questa situazione? In che maniera?
R. I problemi legati alle servitù del nostro territorio debbono trovare soluzioni a medio termine che, inevitabilmente, coinvolgono direttamente l’Amministrazione Comunale. Ovviamente i comuni inclusi nella Città Metropolitana possono assicurare specifici servizi di prossimità con particolare riferimento alle precise caratteristiche del nostro territorio. Incidere sullo Statuto Metropolitano oggi potrebbe significare incrementare l’occupazione domani.
D. Trovate adesioni tra i cittadini rispetto al vostro pensiero? Pensate di avviare una raccolta firme pro adesione all’area metropolitana romana?
R. Il PD non è interessato a fare propaganda su questo tema dato che la legge Delrio, segna un percorso già definito (prossimo ottobre elezione del Consiglio Metropolitano e prossimo dicembre approvazione dello Statuto Metropolitano) e non è necessario aderire formalmente perché non richiesto. Sarebbe invece molto importante informare la cittadinanza in maniera più imparziale e compiuta. L’emendamento che abbiamo presentato in Consiglio Comunale, che è stato approvato con i nostri voti e con l’astensione del resto del Consiglio, prevede l’istituzione di un portale sulla Città metropolitana, con accesso dal sito istituzionale del Comune, che possa costituire in questa decisiva fase costituente un veicolo aperto alla più ampia partecipazione di idee ed interessi.
D. Cosa risponde a chi afferma che l’adesione all’area metropolitana farà perdere ogni autonomia al nostro territorio facendolo diventare, proprio per la sua distanza da Roma, un quartiere periferico il cosiddetto “dormitorio di Roma” che magari potrebbe subire problematiche in ordine di degrado?
R. Il rischio più concreto, paradossalmente, si corre se dovessimo dare la percezione di non credere ad un ruolo da protagonista che invece potremmo giocare nel territorio della provincia di Roma come il Comune strategicamente più importante dopo la Capitale. Pensare di essere considerati quando si dichiara di voler passare sotto la provincia di Viterbo, mi sembra francamente difficile.
D. E a chi dice che perderemmo sia la rappresentanza politica che il conseguente potere gestionale?
R. Il PD regionale, a tutti i livelli, sta attivandosi dal punto di vista istituzionale e politico, sia prima che dopo l’elezione del Consiglio metropolitano, affinché nella stesura dello statuto sia prevista l’elezione diretta del Sindaco metropolitano e che nell’immediato (a fianco del Sindaco Marino che temporaneamente svolgerà anche le funzioni di Sindaco metropolitano) venga prevista la figura di un Vice Sindaco metropolitano con una dichiarata funzione esecutiva. Si cercherà anche di inserire l’istituto delle deleghe assessorili tra i consiglieri metropolitani e già per questa prossima legislatura si sosterrà che il Vice Sindaco metropolitano di cui sopra sia scelto tra i rappresentanti della provincia e non tra i romani. Tutto ciò (in particolare la prossima auspicabile elezione diretta da parte dei cittadini) è consentita dalla legge 56, soltanto per le tre città Metropolitane più grandi e Roma è tra queste. Il suffragio universale potrebbe garantire, alla costituenda istituzione, una rappresentatività che oggi in molti considerano “usurpata”.
D. Grazie per aver accettato la nostra intervista. Come ospite de La Voce del Popolo si ritiene soddisfatto o rimborsato?
R. Rispondo con un sorriso. Grazie.

MASSIMILIANO GRASSO (LS)
D. Perchè vi opponete all’Area Metropolitana di Roma?
R. L’area metropolitana è un modello di assetto istituzionale del territorio opportuno e oggi forse anche necessario per le grandi città come Roma. Quindi noi non respingiamo l’idea di area metropolitana in sé e a priori non la respingeremmo neppure per Civitavecchia se non tenessimo conto di due fattori: ciò che storicamente è avvenuto con la Provincia di Roma, in termini di benefici per Civitavecchia, che sono stati piuttosto limitati, e la straordinaria opportunità che ha oggi la città, soprattutto per l’importanza acquisita dal porto (e ancora tutta da sfruttare nell’ambito più importante, quello dei traffici delle merci) di proporsi con successo come comune capofila strategico per tutto l’alto Lazio, alla pari, se non davanti, alla stessa Viterbo, che oggi guarda a Civitavecchia come ad una speranza di rilancio e riposizionamento dell’economia della Tuscia.
D. In che modo, secondo voi, il comune di Civitavecchia verrebbe penalizzato da tale adesione?
R. Premesso che Civitavecchia oggi è già per legge nell’area metropolitana, e quindi dovremo comunque cercare di dire la nostra sul redigendo statuto, è evidente che la penalizzazione parte già con la quasi certa impossibilità di essere rappresentati nel nuovo consiglio, per il meccanismo e la ponderazione dei voti che, in assenza di accordi all’interno dei partiti maggiori, Pd in primis, renderà irrilevante l’espressione di voto dei 24 consiglieri, che “pesano” 0,7 ciascuno. Inoltre, saremo un comune periferico dell’area che demograficamente conta meno di un terzo di un quartiere di Roma che fagociterà la gran parte delle risorse disponibili per Roma Capitale e “distribuirà” sulla propria area metropolitana gli oneri maggiori, si pensi ad esempio al trattamento dei rifiuti.
D) Quali sarebbero, invece, i vantaggi nel far parte di una nuova provincia dell’Etruria con Viterbo?
R. Al momento non è possibile parlare di provincia dell’Etruria, e ormai non credo abbia più neppure molto senso pensarci. Bisognerà vedere quali saranno le decisioni della Regione circa le materie come Cultura, Sport, Turismo, viabilità che dovranno essere delegate direttamente ai Comuni, o alle nuove province, come enti di area vasta. Comunque, il vantaggio di Civitavecchia, che rimarrebbe comunque il Porto di Roma ed il primo porto del Mediterraneo delle crociere, con la necessità quindi di incrementare, a prescindere dall’appartenenza o meno all’area metropolitana, i collegamenti e i servizi di mobilità per la Capitale, sarebbe quello di diventare un centro di riferimento per tutto l’alto Lazio, di cui dovrebbe di fatto aspirare a diventare il capoluogo logistico ed economico, chiedendo anche il decentramento di alcuni uffici di Viterbo, sulla scia di quanto sta già accadendo con l’università grazie all’azione del rinnovato consorzio ora guidato dalla Fondazione Cariciv.
D. Le pesanti servitù che insistono sul nostro territorio imputabili, a detta di molti, ad imposizioni romane, in che modo migliorerebbero con l’annessione all’area metropolitana viterbese?
R. Nessuna annessione, ripeto, e nessuna area metropolitana viterbese. La battaglia – tutta politica – da combattere con Santa Marinella, Tolfa, Manziana e gli altri comuni che ne condivideranno le motivazioni, è per far diventare Civitavecchia un capoluogo alla pari di Viterbo, rifiutando ogni nuova servitù che possa provenire da Roma, che nella nuova articolazione istituzionale e quindi territoriale, cerca la soluzione di parte dei suoi tanti e grandi problemi.
D) Pensa che si avrebbero pari dignità con la ricca Viterbo?
R. Ho già risposto, anche perché oggi Viterbo non è più così ricca. E noi, pur avendo enormi problemi sul piano economico ed occupazionale, abbiamo in più prospettiva di crescita diversa, se si crede fino in fondo nelle possibilità del porto e nelle nuove sfide che ci attendono, a partire dalla logistica.
D. Fuori dall’area metropolitana il porto di Civitavecchia, considerato il porto di Roma, verrebbe penalizzato magari per favorire gli scali portuali “romani” di Fiumicino e Gaeta?
R. oggi è inimmaginabile penalizzare un porto lanciato, come Civitavecchia, rispetto a uno scalo che esiste solo sulla carta, come Fiumicino. Mentre Gaeta, che pure non può essere paragonato a Civitavecchia, non fa nemmeno parte dell’area metropolitana. E comunque l’Autorità Portuale, come già accade oggi, rimarrebbe un ente “trasversale” rispetto a 3 province o enti di area vasta. E la partita dei finanziamenti per i porti non attiene certo all’area metropolitana, alle province o ai comuni.
D. Quante firme avete raccolto come comitato promotore per il referendum e quando pensate di depositarle? Pensa che il numero crescerà in ordine alle adesioni al referendum popolare promosso?
R. “Civitavecchia c’è” che ha dato la spinta determinante a questa azione ad agosto aveva già raccolto oltre 3000 firme, che sono state consegnate al sindaco e sono convinto che il numero crescerà notevolmente.
D. Prendendo a spunto l’esito dell’ultimo referendum importante tenutosi a Civitavecchia, quello sul carbone, crede che i cittadini andranno a votare ancora per un referendum consultivo? Non lo considera un azzardo pensando al flop sul carbone che poi spianò la strada alla riconversione di TVN?
R. Il referendum sarà comunque necessario per attivare il procedimento di cambio provincia ai sensi dell’articolo 133 della Costituzione, oggi unica strada giuridicamente praticabile, al di là della battaglia politica.
D. da 1 a 10 si è trovato bene con noi? Ripeterebbe l’esperienza?
R. Certamente bene grazie. Ripetiamo quando volete.

mercoledì 13 agosto 2014

Area Metropolitana di Roma o Provincia dell’Etruria? A Civitavecchia infuria il dibattito

CIVITAVECCHIA – L’area metropolitana infiamma gli animi dei civitavecchiesi e in queste anomale giornate d’agosto parte il dibattito tutto cittadino: meglio con Roma o con Viterbo? Saremo penalizzati di più restando dentro Roma o affrancandoci a Viterbo? Sono queste le domande in voga che in questi giorni vanno per la maggiore nella “bella città d’incanto”.
La questione in realtà è piuttosto vecchiotta, risale ad almeno due anni fa quando iniziarono le prime bozze di decreto per sostituire le vecchie province con il nuovo concetto di area urbana, l’area metropolitana appunto. Poi, dopo gli “stop and go” dei governi precedenti, Renzi dà un’accelerata e porta a casa la nuova riforma che entrerà in vigore il 1 gennaio 2015, che prevede la trasformazione della capitale in area metropolitana di Roma e la cancellazione delle vecchie province come Viterbo e Rieti, che dovranno rigenerarsi in agglomerati urbani più ampi e con una densità di popolazione di almeno 250 mila abitanti.
Così si è riaperta la discussione su Civitavecchia e Viterbo con i destini delle due città millenarie che sembrano intersecarsi ancora di più ora che rischiando entrambe di scomparire. L’asse Viterbo-Rieti o Viterbo-Civitavecchia-Rieti risulta definitivamente accantonato in quanto Rieti sarà la città cardine intorno alla quale si formerà, con molta probabilità, la provincia della Sabina e quindi ai due Comuni dell’alto Lazio come unica alternativa all’ipotesi“B” (la riduzione di autonomia territoriale) resta quella di realizzare con gli altri comuni della zona la cosìdetta Provincia dell’Etruria.
A questo punto, almeno per quanto riguarda Civitavecchia, con le nuove elezioni amministrative e la vittoria del sindaco Cozzolino e del Movimento Cinque Stelle la situazione sembra ribaltata ed aver preso tutta un’altra piega rispetto a quel “sì”, secco e indiscutibile, posto a suo tempo dall’ex sindaco Pietro Tidei sull’adesione all’area metropolitana di Roma, città che dal 2013 è targata PD ed è guidata da Ignazio Marino. La nuova giunta a 5 Stelle, infatti, sembra intenzionata a voler rimettere tutto in discussione portando avanti la tesi del referendum popolare per dar voce ai civitavecchiesi e capire cosa ne pensano in merito, ma i tempi sembrano essere troppo stretti per un’ipotesi del genere ed alla fine, probabilmente, la giunta dovrà assumersi la responsabilità di esprimersi prendendo una netta posizione senza la consultazione popolare. E dovrà farlo anche in fretta considerando che il 1° gennaio è alle porte e che già a settembre dovrà essere approvato lo statuto della città metropolitana.
Comunque, referendum o non referendum, se il sindaco Cozzolino aveva bisogno di indicazioni e del sentimento dei civitavecchiesi allora non ha certo di che lamentarsi, visto che praticamente da giugno non si è parlato d’altro in città e tutti (associazioni, partiti, movimenti, comitati e singoli cittadini) hanno detto la loro pubblicamente, anche e soprattutto nel consiglio comunale aperto convocato proprio per dibattere sulla questione.
Tolto il PD che ha da subito scelto Roma (secondo alcuni per partito preso visto che la capitale è governata dai democrat), perché ritiene che “Civitavecchia può recitare un ruolo di spicco in questa rivoluzione dell’area metropolitana” – queste le parole del commissario del partito Michela Califano – sostanzialmente tutti gli altri movimenti politici di destra e di sinistra, di maggioranza e di opposizione presenti in Consiglio e le rappresentanze esterne intervenute a dibattere l’argomento si sono espressi invece per uscire subito da Roma(più che ad andare con Viterbo) per il timore di perdere autonomia locale e rappresentanza, diventando “un’appendice” qualificabile come un estremo quartiere di periferia al servizio della Capitale dove le servitù, l’inquinamento ed il disagio la farebbero da padrone.
A quanto parrebbe di capire, anche se ancora non vi è dichiarazione ufficiale, la maggioranza grillina, sindaco compreso, sembra propendere dalla parte di Viterbo, ma bisognerà vedere aldilà delle sensazioni e della volontà dei cittadini, quale sarà poi la posizione ufficiale che il Comune di Civitavecchia assumerà, considerando soprattutto che la partita è tutt’altro che chiusa e risulta particolarmente complessa per via degli attori in gioco che sono tanti ed ognuno tenterà di far valere la propria influenza e degli interessi che su questa città (porto e centrali in primis) sono molto molto alti.
Che fine farà quindi Civitavecchia? Cosa decideranno gli amministratori di Grillo e Casaleggio? Lo sapremo solo vivendo… Le scommesse, comunque, sono aperte ma sbrigatevi perché il tempo a disposizione non è molto…
Antonio Cacace
fonte: http://www.lavocedelpopolo.net/20715/area-metropolitana-di-roma-o-provincia-delletruria-a-civitavecchia-infuria-il-dibattito/

venerdì 30 maggio 2014

Elezioni Civitavecchia, Cacace: "Grazie a quanti hanno creduto in me".


Grazie di cuore per avermi votato e per avermi fatto votare. Un grazie sincero e caloroso a tutte/i coloro che mi hanno sostenuto in questa difficile campagna elettorale. 150 voti, più i non pochi voti annullati, per quanto mi riguarda sono un risultato importante, merito di tutti noi, arrivato grazie all'entusiasmo e alla convinzione dei tanti che mi hanno sostenuto. A tutti un abbraccio sentito.

CIVITAVECCHIA – “Voglio innanzitutto ringraziare chi mi ha dato fiducia, votandomi al Consiglio comunale di Civitavecchia. Se la coalizione di cui ho fatto parte fosse andata al ballottaggio (l'abbiamo mancato per soli 39 voti) e avesse vinto le elezioni sarei potuto entrare in Consiglio comunale. Ma non è andata così e non sono stato eletto. Pazienza, il mio impegno resterà immutato". 

Sono le parole di ringraziamento di Antonio Cacace, presidente dell'associazione Il Popolo della Città, per i voti ricevuti dalla sua candidatura al consiglio comunale per la lista civica La Svolta.

"A conclusione di questa campagna elettorale, che ci ha visto tra le più votate delle liste in corsa, un ringraziamento va a tutti i cittadini che hanno creduto in noi e in me, con la voglia di cambiare in un progetto di rinnovamento per il territorio. Un grazie a tutti i candidati al Consiglio comunale della lista "La Svolta", che si sono impegnati sul territorio, mettendoci la faccia e mettendosi al servizio della città. 

Un ringraziamento anche e soprattutto a tutti coloro che si sono impegnati in questi anni con la nostra associazione e in questa campagna elettorale. Un grazie particolare a Massimiliano Grasso che ha creduto in me e che mi ha voluto nella sua lista civica, senza la sua voglia di scendere in campo per tentare di dare "una svolta" alla città la nostra battaglia non sarebbe stata possibile. Da qui, comunque, si riparte con l'entusiasmo e l'impegno di sempre. Grazie a tutti".

antonio-cacace@libero.it 

mercoledì 14 maggio 2014

Cacace (lista La Svolta): "Bene l'apertura ai croceristi di Varco Vespucci".


Il candidato al consiglio comunale della lista “La Svolta” plaude all’iniziativa: «tanti i commercianti di corso Marconi che mi hanno confidato di essere soddisfatti dell’iniziativa, ora bisogna lavorare per farla diventare una decisione permanente».


CIVITAVECCHIA – «La prima strada, così una volta le vecchie generazioni civitavecchiesi chiamavano corso Marconi, ovvero la strada centrale più vicina al porto e quindi la prima arteria viaria della città, che negli ultimi anni ha vissuto un forte declino dal dopoguerra ai giorni nostri.

Finalmente (e per un caso del tutto fortuito) ci siamo accorti che, essendo la strada più vicina al porto, l’unico modo per risollevare le sorti delle attività commerciali esistenti era semplicemente quello di farvi transitare i crocieristi diretti a Roma in modo che “scoprissero” un’altra zona della città ai più sconosciuta, che offre un volto variopinto di offerte appetibili per i turisti e una boccata di ossigeno per le realtà commerciali esistenti».

E’ quanto dichiara Antonio Cacace presidente dell'associazione Il Popolo della Città e candidato al Consiglio comunale di Civitavecchia per la lista “La Svolta” e per Massimiliano Grasso sindaco in merito all’apertura di Varco Vespucci (Porta Tarquinia) ai croceristi che sbarcano in città.

«Ed è così che, visto l’enorme afflusso di croceristi di passaggio, – continua Cacace – da qualche settimana i negozianti hanno pensato bene di rimanere aperti anche il giovedì pomeriggio e la domenica mattina, non solo in corso Marconi ma anche nelle vie circostanti, per “catturare” l’attenzione del flusso in transito e per dare una svolta alla crisi economica che li attanaglia.

Quella che doveva essere una soluzione provvisoria, e cioè il transito dei turisti dal varco Vespucci, si è dimostrata invece una soluzione inaspettata per dare vita ad un rilancio di una parte della nostra economia veramente in crisi.

Naturalmente – aggiunge il candidato de “La Svolta” – c’è chi gioisce e chi invece guarda la cosa con occhio non proprio felice, ma visti i numeri registrati in così poco tempo c’è ben da sperare per un futuro migliore per tutti, basta solo mettersi a tavolino e studiare una idea buona che possa portare benefici in diversi punti della città con un minimo di organizzazione. Resta il fatto che bisogna pensare per il futuro, a partire da oggi, di gestire meglio il flusso dei turisti distribuendo equamente le uscite dai due accessi portuali, quello al viale e quello dal varco Vespucci, per una rinascita dell’economia locale.
La collaborazione di tutti ed un piccolo ragionamento – conclude Cacace - a volte rende più di polemiche che nulla risolvono».

sabato 3 maggio 2014

Antonio Cacace (La Svolta): "A Civitavecchia manca un'ordinanza antivandali a tutela del patrimonio pubblico".



CIVITAVECCHIA - «E' da quando è nata la nostra associazione che lo diciamo: a Civitavecchia serve un’ordinanza antivandali sulla falsa riga di quelle varate dal Comune di Roma e da tante altre grandi città italiane per combattere il degrado. 

Anche a Civitavecchia, infatti, sarebbe indispensabile disciplinare questo malcostume in considerazione dei numerosi atti di vandalismo e di imbrattamento che continuano a verificarsi in città, l'ultimo in ordine di tempo è quello alla Marina dove sono state distrutte un paio di panchine in marmo ed imbrattata la statua del Bacio con la vernice spray. Purtroppo la nostra proposta è rimasta lettera morta, ma confido di poterla ripresentare direttamente in Consiglio comunale se avrò il necessario consenso da parte dei cittadini nella tornata elettorale ormai imminente per il rinnovo dell’Amministrazione».

Lo dichiara Antonio Cacace, presidente dell’associazione 'Il Popolo della Città' e candidato al Consiglio comunale di Civitavecchia per la lista civica 'La Svolta' a sostegno del candidato sindaco di centrodestra Massimiliano Grasso

«Un'ordinanza ad hoc del Consiglio Comunale che preveda una serie di inasprimenti per chi imbratta i muri, i cassonetti della città, per chi in sostanza nuoce al decoro urbano, potrebbe ridimensionare questo fenomeno. La legge che lo consente è la n. 94 del 15 luglio 2009 - Art. 3 comma 4 - e prevede tra le altre cose il divieto di vendita ai minori di anni 18 di bombolette spray contenente vernici non biodegradabili punito con sanzione amministrativa fino a 1.000,00 euro. Molti Comuni hanno già adottato provvedimenti di questo tipo per combattere il degrado urbano e per contrastare gli atti vandalici di danneggiamento del patrimonio pubblico e privato. A Roma sono state emesse numerose ordinanze antidegrado su rifiuti, writers e volantinaggio. 

 L'intento dell'ordinanza non dovrà essere solo repressivo: è necessario prevenire i comportamenti incivili per i cittadini e per i turisti che scelgono di trascorrere una giornata nella nostra - mi auguro ancora – bella Città d'incanto».

ilpopolodellacitta@libero.it 

mercoledì 23 aprile 2014

Antonio Cacace: "Perchè mi candido".

Eppure Civitavecchia è ricca di risorse, competenze, energie. Io mi considero parte di questa città e voglio impegnarmi per cambiare e per costruire insieme a Voi.

Dopo una profonda riflessione, ho deciso di candidarmi alla carica di Consigliere Comunale alle prossime elezioni amministrative del 25 maggio 2014 per la lista civica ‘La Svolta’ e per Massimiliano Grasso sindaco.

Mi candido perché amo Civitavecchia, la città, la terra dove sono cresciuto e dove vivo, e per mettere a disposizione le mie energie, il mio entusiasmo e la mia passione per il bene comune.

Perché è il momento di costruire. La politica a cui ormai ci siamo abituati - ad ogni livello - è chiusa, autoreferenziale, spesso incompetente e sta impedendo alle molte energie sane di questa città di esprimersi e di farci vivere in una città migliore.

Mi candido a portare al governo di questa città le esperienze e competenze che ho maturato in questi anni di impegno sociale. Arrivo a questa scadenza dopo un percorso, innanzitutto con “Il Popolo della Città” (www.ilpopolodellacitta.it), l’associazione fondata insieme ad amici, e poi nella Croce Rossa Italiana dove lavoro e mi occupo di sociale e dove ho imparato a conoscere la macchina della Pubblica amministrazione.

Mi candido al Consiglio comunale per contribuire a ricostruire le politiche sociali di questa città e per promuovere una politica condivisa e partecipata.

Mi piacerebbe che le tante persone incontrate in questi anni nei diversi ambienti che ho frequentato, decidessero di sostenermi, individuando nella mia candidatura una possibilità per rinnovare la politica locale e per migliorare, insieme a Voi, la qualità della vita in questa città.


Antonio Cacace

candidato al consiglio comunale nella lista “La Svolta

per Massimiliano Grasso sindaco