Benvenuti nel blog ufficiale di Antonio Cacace.

Questo blog nasce con il preciso intento di far sentire la propria voce ed esprimere il proprio pensiero, liberamente e democraticamente.

Questo Blog nasce perchè non mi piace subire gli eventi ma partecipare agli stessi. Ma anche per parlare e confrontarmi con chi vorrà sugli argomenti che più mi interessano.

Le regole: il blog non si avvale della facoltà di moderare preventivamente i commenti dei lettori. Purtuttavia, ricordo, che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e in nessun caso questo sito potrà essere ritenuto responpsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi.

martedì 11 dicembre 2018

"RedLand, Rosso d'Istria" il film sulle Foibe che non c'è

MOVIE-POSATEER-6-X-3-METRI-1
E' quasi impossibile trovare il film nelle sale italiane. Le foibe sono una vicenda scomoda per la sinistra visto quello che fecero nel dopoguerra, quindi non va trattata e tanto meno divulgata al cinema. Un vizietto tutto nostrano per relegare nel dimenticatoio i crimini che non si possono ammettere, come il massacro delle Foibe perpetrato contro il nostro popolo dai comunisti di Tito, oramai storicamente accertati. 

"Redland, Rosso d'Istria" racconta il periodo particolarmente tormentato della nostra storia che va dall’8 settembre 1943, quando il maresciallo Badoglio, capo del Governo italiano, chiede ed ottiene l’armistizio gettando l'Italia nel caos alla fine della seconda guerra mondiale. L’esercito è allo sbando e il dramma diventa tragedia per i soldati abbandonati a sé stessi nei teatri di guerra ma anche e soprattutto per le popolazioni civili istriane, fiumane, giuliane e dalmate, che si trovano ad affrontare un nuovo nemico: i comunisti jugoslavi di Tito che avanzano in quelle terre facendo una vera e propria pulizia etnica con migliaia di nostri connazionali gettati, vivi e morti, nelle “Foibe”. Le grandi cavità carsiche diventate uno strumento di martirio e la tomba per questi italiani. Le motivazioni? L’eliminazione dell’etnia italiana nell’ambito dell’esodo istriano. La vendetta contro i fascisti e, in generale, eliminazione dei possibili oppositori politici al comunismo titino.

Violenze di cui per molto tempo è stato difficile, se non impossibile parlare. Una pellicola coraggiosa che merita di essere supportata per aver squarciato il velo di ipocrisia su un eccidio così crudele. Un film verità che bisogna vedere per salvaguardare la memoria e respingere ogni tentativo di negazionismo, com'è avvenuto per decenni. Ma anche per sostenere chi ha avuto il coraggio di pensarlo e di realizzarlo. Dovremmo attivarci tutti per farlo mettere in programmazione nelle nostre città. 

venerdì 7 dicembre 2018

Sull'ecotassa il Governo ha i nervi tesi. E' scontro tra Lega e M5S


E’ l’ecotassa il nuovo terreno di scontro all'interno del governo. La nuova tassa, voluta dai grillini e passata alla Camera con un blitz nella tarda serata di martedì, proprio non piace al vicepremier Matteo Salvini e agli “alleati” della Lega che  si sono affrettati a manifestare la loro contrarietà a qualsiasi ulteriore balzello per gli italiani.

La norma, che servirebbe a incentivare la diffusione delle auto a basse emissioni inquinanti, prevede un bonus, sotto forma di incentivo, per chi acquista auto a gas, ibride o elettriche e una tassa per quelle con carburanti inquinanti, auto di grossa cilindrata ma anche molte utilitarie, come la la Fiat Panda che è uno dei modelli più diffusi in Italia. 

Nonostante le critiche arrivate dalla quasi totalità dei costruttori, sindacati, associazioni di consumatori e da buona parte dell'opinione pubblica i due movimenti, 5 Stelle e Lega, sembrano intenzionati ad andare avanti e misurasi su questo fronte: il sottosegretario all'Economia Laura Castelli si appella al contratto di governo e blinda l'emendamento alla manovra, Salvini è fermo sulla sua contrarietà: «le quattro ruote sono già ipertassate. Con la Lega l'ecotassa non passerà mai» e Luigi Di Maio promette correzioni al Senato: «non vogliamo mettere tasse sulle auto, ma dare bonus a chi acquista auto che non inquinano». Meno accondiscendente è il ministro dell'Ambiente Sergio Costa che preferisce essere diretto e dire come la pensa il Movimento: «chi non intende allinearsi alla salvaguardia del pianeta, deve essere sfavorito». Contrari alla tassazione sulle automobili sono Cgia e Codacons. Con l'introduzione dell'imposta si mettono a rischio 50 mila posti di lavoro nell'autoriparazione, afferma la Cgia di Mestre. Più grave la reazione di Codacons, che si dice pronto a una "guerra legale". 

Un tutti contro tutti che non aiuta a rasserenare gli animi e a tranquillizzare gli italiani in questa fase di incertezze, visto anche quanto accade Oltrealpe. La norma va rivista perchè non può passare il concetto che l'incentivo, voluto dal Governo Conte, lo debbano pagare gli automobilisti che non vogliono o non possono permettersi un'auto elettrica. Così com'è proprio non piace: è iniqua e sembra voler punire tutti; chi può permettersi una macchina di grossa cilindrata e chi deve accontentarsi di un'utilitaria. 


Due forze politiche che non sembrano riuscire a trovare la sintesi perchè ideologicamente distanti e rappresentative di valori, interessi e categorie differenti tra loro, se non opposti: come il nord produttivo col sud assistenzialista, i condoni con le tasse, gli imprenditori con i disoccupati, i diritti con i doveri, il populismo della Lega con la "liquidità" del Movimento. Un'alleanza innaturale che sarebbe potuta diventare una storia d'amore e che rischia di trasformarsi in un fallimento politico.

mercoledì 5 dicembre 2018

Andare avanti, oppure no. Ecco come cambia la manovra finanziaria

Risultati immagini per governo conte
Potrebbe arrivare a breve un nuovo dietrofront del Governo Conte sul deficit. La penultima correzione alla finanziaria, fatta un mese fa, prevedeva un deficit non più fisso al 2,4% per tre anni, com'era in origine, ma una riduzione graduale nel secondo e terzo esercizio fino ad arrivare al 2% nel 2021.

Secondo alcune fonti governative, riportate dalla stampa nazionale, l'esecutivo sarebbe pronto ad assecondare l'Unione europea e a ridurre ulteriormente il rapporto deficit/Pil previsto nella manovra di bilancio, portandolo al 2% già nel 2019. In pochi giorni il provocatorio "andiamo avanti" (quasi come il più famoso "me ne frego"), detto dal Governo Conte dopo la bocciatura della manovra da parte della Commissione europea, rischia di trasformarsi in un detrofront vertiginoso.  

Se queste anticipazioni saranno confermate, non dovrebbero esserci più, nel pacchetto emendamenti presentato alla Camera, il taglio alle pensioni d'oro e le norme sulla famiglia. In totale sarebbero oltre cinquanta le sforbiciate alla spesa pubblica per far quadrare i conti. Vediamo le voci più significative.

La Flax tax al 15%, già ridotta alle sole partite iva, non verrebbe applicata per "l'esercito" dei collaboratori a contratto che lavorano esclusivamente, o quasi, con i datori di lavoro. 25 milioni andrebbero alle Forze armate e di polizia per il riordino delle carriere professionali. 30 milioni l'anno, per 10 anni, al CNR (Consiglio nazionale delle ricerche). 120 milioni alle regioni per 4000 assunzioni nei centri dell'impiego. 120 milioni nel 2019 e 160 milioni nel 2020 per il fondo destinato al reddito di cittadinanza. Nel campo sanitario, ci dovrebbe essere la possibilità di assumere, negli ospedali pubblici, medici senza concorso, a tempo determinato, per sopperire alle carenze organiche e dovrebbero essere destinati 350 milioni di euro in 3 anni per ridurre le liste d'attesa.

Insomma, con lo spread che rimane su e la procedura d'infrazione che diventa sempre più minacciosa sembra che il ministro Tria si sia convinto a rivedere l'impianto della manovra per non avere a che fare con i Commissari di Bruxelles. Dati, che se confermati, si tradurranno in più di un passo di lato per i due vicepremier che si apprestano ad assaltare il Parlamento europeo alle prossime consultazioni. Nell'eventualità speriamo siano, almeno, passi fatti per il bene del Paese.

@AntonioCacace