lunedì 22 ottobre 2012

CIVITAVECCHIA, CITTADINI INFURIATI PER L’ACQUA INQUINATA E NON POTABILE. IL PDC PROPONE CLASS ACTION

Dopo mesi di disservizio ci chiediamo se esista un progetto del Comune per uscire dalla crisi idrica e, nel caso, qual è?


CIVITAVECCHIA - “Mentre il Comune sembra impegnato più a giustificarsi che a trovare soluzioni per risolvere il problema idrico di Civitavecchia, i cittadini da più di un mese consecutivo soffrono per una carenza cronica di acqua potabile, unica nel suo genere per quel che ricordiamo”. E’ quanto denuncia Antonio Cacace, Presidente dell’associazione Il Popolo della Città.
 
“Sempre più cittadini lamentano che la situazione è diventata intollerabile! Alle famiglie civitavecchiesi la mancanza di acqua potabile costa mediamente dalle 50 alle 70 euro al mese e chi è deputato a garantire il bene primario per eccellenza alla popolazione nulla ha fatto e nulla sta facendo per risolvere la situazione.  L’impressione che abbiamo - sottolinea Cacace - è che a distanza di mesi non esiste alcuna progettualità, sembra che nessuno sappia in Comune come uscire da questa crisi”.

“I cittadini di Civitavecchia devono essere risarciti del danno subito. Chiediamo – continuano dall’Associazione Il Popolo della Città - di non far pagare l’acqua avvelenata che esce dai rubinetti delle case. In caso contrario oltre al danno ci sarebbe anche la beffa: non solo, infatti, la presenza di alluminio e colibatteri fecali ci costringono ad acquistare bottiglie d’acqua pure per lavare e cucinare, ma ci dovremmo far carico anche dell’ulteriore peso della bolletta idrica. A difesa dei diritti dei civitavecchiesi siamo disposti a promuove, con l’ausilio delle associazioni di consumatori e di legali a noi vicini, una class action contro il gestore. E’ una proposta rivolta a tutti, ma in particolar modo ai residenti delle zone dove l’acqua è stata dichiarata dal Comune non utilizzabile. Per chi fosse interessato, siamo disposti ad organizzare incontri con un avvocato che fornirà indicazioni precise sulle eventuali azioni legali da intentare contro il gestore”.

“I cittadini sono giustamente infuriati. L’amministrazione inizi ad assumersi le proprie responsabilità dicendo forte e chiaro che non farà pagare nemmeno un centesimo per un servizio idrico mai erogato. E’ vero, siamo un’associazione piccola fatta di semplici cittadini, ma questo non ci ha mai impedito di combattere le buone battaglie proprio a difesa della popolazione. E mai accadrà”.

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