venerdì 23 novembre 2012

Intervista de "L'Opinione" sulla situazione del centrodestra locale.



Posto integralmnte l'intervista che mi è stata gentilmente rivolta dal quotidiano "L'Opinione" e che è stata pubblicata a firma del giornalista Luca Sansonetti, che ringrazio, nel numero 23 novembre 2012.

DALLE MACERIE SI PUO' RICOSTRUIRE MA AL CENTRODESTRA SERVE PIU' CORAGGIO 

Intervista a Antonio Cacace, presidente dell’associazione cittadina “Il Popolo della Città”

di Luca Sansonetti

D_ Come definiresti il Popolo della Città?
R_
Un'avventura sociale e politica all’insegna del territorio e totalmente al servizio della comunità. E’ con questa logica che è nata l'esperienza associativa del Popolo della Città a Civitavecchia. Tra i partecipanti qualcuno di noi si è lasciato alle spalle esperienze politiche non proprio lusinghiere ma, come insegna il sapiente, quello che non uccide rafforza. E così la blacklist l’abbiamo subito fatta: niente beghe di palazzo, addio carrieristi, mai più procacciatori d’affari, solo un gruppo di amici che, insieme ad altri amici aggiuntisi in seguito, si spendono per la collettività.

D_ L’obiettivo è quindi il bene comune?
R_
Il Popolo della Città si identifica come un movimento di partecipazione civica a Civitavecchia, un’associazione di cittadini per i cittadini che nasce dal basso e, forte delle proprie idee, si prefigge di usare la politica per affrontare e risolvere i problemi del territorio e della nostra comunità.

D_ Perché la scelta di questo nome?
R_ Non nasce per caso o per scimmiottare il Pdl come alcuni credono, ma per identificarci con ciò che siamo e vogliamo rappresentare: i cittadini. Il Popolo della città, appunto! Questo modo di pensare ci ha portato a cercare spazi nuovi, a posizionarci come associazione, tra la gente e i partiti, con l'ambizione dei pontieri, che lavorano per colmare il fossato e ricomporre una frattura sempre più ampia. Nonostante il nostro esplicito posizionamento politico siamo decisi a spingerci, laddove è necessario, fino alla contrapposizione con il centrodestra, quando riteniamo che esso non agisca principalmente nell’interesse della collettività. Di esempi in tal senso con la vecchia Giunta Moscherini ne potrei fare diversi.

D_ Come è strutturata all’interno l’associazione?
R_
E’ un’organizzazione snella e dinamica, una struttura liquida, priva di tatticismi e di burocrazia, operativa sul territorio: militanza, banchetti, raccolte firme, proposte, iniziative, ascolto, confronto e quant’altro di utile e costruttivo si possa fare per il bene della città. Un esempio pratico di questi giorni sono i banchetti organizzati, insieme al Comitato promotore, per raccogliere le firme in favore del referendum consultivo sul futuro assetto istituzionale di Civitavecchia. Ci occupiamo dei problemi di tutti i giorni, quelli che affliggono maggiormente i cittadini: dalle barriere architettoniche all’emergenza abitativa, dai disagi dei pendolari, alla volontà di restituire alla città luoghi simbolo e di aggregazione com’è, ad esempio, l’antemurale Garibaldi.

D_ Un vero e proprio movimento quindi…
R_
Non mi allargherei a tanto, soprattutto in questa fase. Ci piace volare basso, siamo solo una semplice associazione locale fatta di amici che hanno voglia di impegnarsi. Di certo non siamo un partito e non vogliamo esserlo, non siamo neanche una corrente di qualcosa, solo un’organizzazione di semplici cittadini che, nel panorama politico locale, si colloca nell’area di centrodestra e lo fa con gli strumenti non convenzionali dell’associazionismo e del movimentismo cittadino.

D_ Un modo diverso di fare politica insomma?
R_ Direi un modo non conforme di fare politica, basato sui bisogni reali e non sulle ideologie, un modo che a volte è contrastato proprio perché non compreso da chi invece si ostina a fare politica alla vecchia maniera, rincorrendo, a volte, più il potere, le poltrone e gli interessi di parte piuttosto che quelli dei cittadini.

D_ Ad una prima analisi, tirando le somme, vi ritenete soddisfatti dei risultati ottenuti?
R_
Direi che è presto per le analisi, siamo un’associazione giovane che non ha ancora 2 anni di vita. Dei poppanti insomma. Fin qui possiamo dire che la politica cittadina di tanto in tanto ci ascolta, altre volte fa finta di nulla salvo poi mettere in pratica alla lettera i nostri suggerimenti, altre volte ancora ci critica ma ciò che conta per noi è che la nostra azione li spinge spesso ad una reazione - se non a dei veri passi indietro - e a un confronto con la cittadinanza.

D_ In concreto quindi come portate avanti le vostre iniziative?
R_
Abbiamo fatto in modo che alcune nostre iniziative arrivassero in Consiglio comunale e diventassero vere e proprie mozioni. Abbiamo presentato le nostre proposte all’Amministrazione riuscendo anche a spingere gli assessori interessati ad avanzare progetti e a chiedere finanziamenti ai ministeri e agli enti preposti. Abbiamo spinto la Giunta a regolamentare situazioni pericolose e degradate, ci siamo occupati di verde pubblico, di ambiente, abbiamo proposto nuove tecniche di riciclaggio dei rifiuti, ci siamo battuti quando da Roma volevano imporci servitù altrui. Ed ecco un altro caso dove è necessario contrapporsi anche con il centrodestra. Per chi poi volesse conoscere nel dettaglio le nostre iniziative può visitare il nostro sito
www.ilpopolodellacitta.it dove abbiamo creato una sezione apposita.

D_ Con la nuova amministrazione avete adottato lo stesso tipo di dialogo?
R_
Naturalmente, solo per una questione cronologica, l’esperienza fatta fin qui si basa principalmente sul confronto con la precedente Amministrazione comunale. Quella attuale è in carica da pochi mesi ed  è presto per i giudizi, ma sinceramente ad oggi l’impressione che abbiamo è quella di una maggioranza contraddittoria, arroccata e poco incline al dialogo e al confronto, soprattutto con chi non la pensa come loro, per questo la prima impressione non è certamente positiva. Anzi.

D_ Da come ne parli comunque ci sembra di capire che l’esperienza dell’associazione è positiva. Confermi?
R_
Un’esperienza impegnativa certo, ma senz’altro positiva, direi entusiasmante. Un’esperienza da consigliare soprattutto ai tanti giovani che si affacciano per la prima volta in questo mondo perché formativa, basti considerare che facciamo tutto da noi. Sai però che quel poco che fai è farina del tuo sacco, è la forza delle idee, del gruppo. È la voglia di impegnarsi. Senza finanziamenti, senza sponsor, senza aiuti esterni, cosa importa. Il tutto è sicuramente molto faticoso ma ogni piccolo risultato è quel pieno di benzina in più che ti permette di andare avanti. Giri per la città, parli con le persone e gli amici e ricevi da loro apprezzamenti e spunti per nuove iniziative, tocchi con mano ciò che fai. È bello sapere che per qualcuno sei il suo strumento d’azione!

D_ Che ruolo ha la politica nell’associazione?
R_
Da amante della politica e da uomo di parte non posso negare che mi manca il poter essere parte di un progetto più grande e “alto”, un piccolo ingranaggio di una grande macchina per cui spendersi e alla quale fare riferimento. Una macchina che ti permetta di seguire l’ambizioso percorso che porta a dare ciò che oggi i cittadini realmente chiedono con insistenza, cioè rinnovamento e pulizia nella politica. Rinnovamento vero però e non la solita messa in scena dove si cambia il nome al contenitore per ripresentare le stesse facce. Pulizia vera, nel senso che ci si circonda solo di persone che hanno dimostrato di essere capaci e moralmente inattaccabili, allontanando tutto il resto in favore di una nuova classe dirigente, magari da formare ma sicuramente migliore.

D_ Ritieni che per la politica sia davvero arrivato il momento del cambiamento?
R_ Lo spero. E’ questo il momento per “resettare”. E le persone giuste, da quel che vedo, ci sono. Mi auguro ora che sia la volta buona e che si riesca a fare sintesi intorno a un nuovo progetto e ai suoi promotori, soprattutto in questa fase drammatica per il Paese, tra crisi economica e imbarbarimento dello scontro politico in atto, anche a costo di danneggiare i superiori interessi di qualcuno. Non fare ciò significherebbe prendere in giro i cittadini e gli Italiani. Non capire che si è al punto di non ritorno sarebbe poco lungimirante per chi oggi è nelle condizioni di poter promuovere il cambiamento.

D_ Sarai della partita quindi, tra le fila del nuovo che avanza?
R_
Saremo dove siamo sempre stati: col popolo della città e quindi dalla parte dei cittadini. Per questo l’associazione ed io, avendo scelto da tempo percorsi alternativi agli attuali assetti partitici al loro mondo dorato, siamo ovviamente attenti e disponibili a discutere tutti i progetti che parlano di rinnovamento e buona politica partecipativa. Sarà fondamentale poi conoscere il progetto e sapere chi c’è dietro.

D_ In bocca al lupo allora.
R_
Grazie, crepi il lupo.

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