giovedì 25 aprile 2013

IL POPOLO DELLA CITTA': 450 FAMIGLIE ASPETTANO DA ANNI GLI ALLOGGI POPOLARI, I SOLDI CI SONO, LA VOLONTA’?



CIVITAVECCHIA - Il Popolo della Città torna sulla vicenda alloggi popolari. Il Presidente Antonio Cacace con il responsabile delle Politiche Sociali Nicola De Liguori, componente del direttivo dell’Associazione, riaprono la discussione di una tematica lasciata in archivio dall'Amministrazione comunale. «Ci troviamo di fronte ad un paradosso da Striscia La Notizia» dichiara Nicola De Liguori, «dove, se pur la risoluzione sia possibile e la strada da percorrere tracciata, cioè i soldi per le case popolari ci sono da anni, l’iter definitivo non accenna a partire perché sembra più importante dedicarsi ai rimpasti di giunta che ai problemi delle fasce più deboli, già pesantemente vessate.
 
Le enunciazioni più volte ripetute sulla risoluzione del caso da parte di chi governa la città non trovano applicazione poi nella realtà. Coscientemente, prendiamo atto che l'Ater Civitavecchia è il titolare della progettazione e dell'esecuzione dei lavori, ma la diatriba sul luogo, le modalità di costruzione, a chi affidare l'esecuzione dei lavori, voci alimentate dalla stampa cittadina, indicano che le responsabilità di un infinito ritardo siano da attribuire ad una politica lontana dalle esigenze dei più bisognosi, sulla cui pelle è più importante far prevalere interessi strategici e politici, una politica lontana che litiga anche all'interno della stessa maggioranza sull'ubicazione dei luoghi». Continua Antonio Cacace: «Il danno non è solo per le famiglie costrette a sostenere pesanti affitti insostenibili, ma si profila anche un forte disagio sociale per l'aumentare degli sfratti, oramai all'ordine del giorno, che rendono la vita di queste persone (e sono tante) psicologicamente afflitta. Disagio che si riversa anche nelle casse comunali, viste le continue richieste di indennità pecuniarie e rimborso degli affitti, che gli stessi uffici degli Assistenti sociali hanno difficoltà ad accontentare. E' nostro compito, per i solleciti a noi rivolti, quale associazione di cittadini, denunciare una situazione di stallo che non ha nessuna giustificazione plausibile, così come sarà nostra preoccupazione avviare una forma di protesta continuativa, fino al compimento di una risoluzione veloce ed efficace».

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