venerdì 12 settembre 2014

Area Metropolitana, intervista a due con Piendibene e Grasso

di Antonio Cacace.
CIVITAVECCHIA – Animato dibattito in questi giorni per la Città Metropolitana che vuole l’adesione o meno di Civitavecchia nel suo hinterland. Molti i contrari e qualche favorevole al progetto del Governo. Per capire meglio gli animi e le idee di chi è pro e chi, invece, è contro questo disegno abbiamo sentito due esponenti politici locali mettendoli a confronti ponendogli alcuni quesiti sulla tematica.
MARCO PIENDIBENE (PD)
D. In due battute ci spieghi la sua favorevole posizione all’affrancamento all’Area Metropolitana di Roma?
R. Non si tratta di affrancamento… La legge 56/14 (cd legge Delrio) determina (comma 6) che il territorio della città metropolitana coincide con quello della provincia omonima e dunque più che affrancati siamo “confermati” nei confini della vecchia provincia di Roma.
D. Come nasce questa netta posizione in tal senso?
R. La nostra posizione non è un recepimento passivo della legge 56. Riteniamo infatti che ogni Città Metropolitana possa (e debba) avere peculiarità proprie. Queste saranno determinate con regole scritte in ogni Statuto Metropolitano. E’ nostro intendimento incidere nella stesura di questo Statuto per determinare il giusto equilibrio di funzioni e ruoli tra la Città Eterna ed i comuni che la circondano. Bisogna lavorare da subito per garantire un equilibrio di rappresentanza, perché Roma ha bisogno della sua provincia e la provincia ha bisogno di Roma.
D. Quali sarebbero i vantaggi della comunità cittadina nell’aderire a questo ambizioso progetto?
R. In primis evitare un isolamento istituzionale che sarebbe inevitabile allorché le province fuori dalle aree metropolitane perderanno sempre più funzioni e autonomia. L’ottica del governo Renzi, già proiettato verso la semplificazione burocratica ed istituzionale, risulta chiara con l’adozione della legge Delrio. Un livello istituzionale doveva essere sacrificato ed è ormai evidente che si tratterà delle province.
In secondo luogo, dentro la città Metropolitana le opportunità di poter accedere a rami specifici dei fondi UE rimangono intatte ed anzi, in base all’ordinamento che configura, in luogo del comune di Roma, l’ente territoriale “Roma capitale”, è previsto che siano assegnate dallo Stato e dall’Unione Europea risorse ulteriori, in considerazione del ruolo di capitale della Repubblica e delle nuove funzioni ad essa attribuite determinando i costi connessi a tali attribuzioni, detraendoli dal Patto di Stabilità, per poter liberare così nuove risorse da destinare agli investimenti.
D. Secondo lei da cosa nasce la netta opposizione all’area metropolitana di Roma per chi è contrario?
R. Credo che vi siano motivazioni diverse e forse bisognerebbe chiedere a coloro che oggi si battono con più veemenza se, tra loro, esiste una linea di pensiero unitaria… Mi pare però l’dea di rendersi liberi da un ipotetico “giogo” della Capitale ed il romanticismo di poter fondare una nuova “provincia dell’Etruria” (del tutto inattuabile oggi per quanto detto sopra) siano tra le motivazioni più ricorrenti.
D. Attualmente Civitavecchia lamenta importanti servitù che causano forte inquinamento e debole occupazione, potrebbe l’Area Metropolitana migliorare questa situazione? In che maniera?
R. I problemi legati alle servitù del nostro territorio debbono trovare soluzioni a medio termine che, inevitabilmente, coinvolgono direttamente l’Amministrazione Comunale. Ovviamente i comuni inclusi nella Città Metropolitana possono assicurare specifici servizi di prossimità con particolare riferimento alle precise caratteristiche del nostro territorio. Incidere sullo Statuto Metropolitano oggi potrebbe significare incrementare l’occupazione domani.
D. Trovate adesioni tra i cittadini rispetto al vostro pensiero? Pensate di avviare una raccolta firme pro adesione all’area metropolitana romana?
R. Il PD non è interessato a fare propaganda su questo tema dato che la legge Delrio, segna un percorso già definito (prossimo ottobre elezione del Consiglio Metropolitano e prossimo dicembre approvazione dello Statuto Metropolitano) e non è necessario aderire formalmente perché non richiesto. Sarebbe invece molto importante informare la cittadinanza in maniera più imparziale e compiuta. L’emendamento che abbiamo presentato in Consiglio Comunale, che è stato approvato con i nostri voti e con l’astensione del resto del Consiglio, prevede l’istituzione di un portale sulla Città metropolitana, con accesso dal sito istituzionale del Comune, che possa costituire in questa decisiva fase costituente un veicolo aperto alla più ampia partecipazione di idee ed interessi.
D. Cosa risponde a chi afferma che l’adesione all’area metropolitana farà perdere ogni autonomia al nostro territorio facendolo diventare, proprio per la sua distanza da Roma, un quartiere periferico il cosiddetto “dormitorio di Roma” che magari potrebbe subire problematiche in ordine di degrado?
R. Il rischio più concreto, paradossalmente, si corre se dovessimo dare la percezione di non credere ad un ruolo da protagonista che invece potremmo giocare nel territorio della provincia di Roma come il Comune strategicamente più importante dopo la Capitale. Pensare di essere considerati quando si dichiara di voler passare sotto la provincia di Viterbo, mi sembra francamente difficile.
D. E a chi dice che perderemmo sia la rappresentanza politica che il conseguente potere gestionale?
R. Il PD regionale, a tutti i livelli, sta attivandosi dal punto di vista istituzionale e politico, sia prima che dopo l’elezione del Consiglio metropolitano, affinché nella stesura dello statuto sia prevista l’elezione diretta del Sindaco metropolitano e che nell’immediato (a fianco del Sindaco Marino che temporaneamente svolgerà anche le funzioni di Sindaco metropolitano) venga prevista la figura di un Vice Sindaco metropolitano con una dichiarata funzione esecutiva. Si cercherà anche di inserire l’istituto delle deleghe assessorili tra i consiglieri metropolitani e già per questa prossima legislatura si sosterrà che il Vice Sindaco metropolitano di cui sopra sia scelto tra i rappresentanti della provincia e non tra i romani. Tutto ciò (in particolare la prossima auspicabile elezione diretta da parte dei cittadini) è consentita dalla legge 56, soltanto per le tre città Metropolitane più grandi e Roma è tra queste. Il suffragio universale potrebbe garantire, alla costituenda istituzione, una rappresentatività che oggi in molti considerano “usurpata”.
D. Grazie per aver accettato la nostra intervista. Come ospite de La Voce del Popolo si ritiene soddisfatto o rimborsato?
R. Rispondo con un sorriso. Grazie.

MASSIMILIANO GRASSO (LS)
D. Perchè vi opponete all’Area Metropolitana di Roma?
R. L’area metropolitana è un modello di assetto istituzionale del territorio opportuno e oggi forse anche necessario per le grandi città come Roma. Quindi noi non respingiamo l’idea di area metropolitana in sé e a priori non la respingeremmo neppure per Civitavecchia se non tenessimo conto di due fattori: ciò che storicamente è avvenuto con la Provincia di Roma, in termini di benefici per Civitavecchia, che sono stati piuttosto limitati, e la straordinaria opportunità che ha oggi la città, soprattutto per l’importanza acquisita dal porto (e ancora tutta da sfruttare nell’ambito più importante, quello dei traffici delle merci) di proporsi con successo come comune capofila strategico per tutto l’alto Lazio, alla pari, se non davanti, alla stessa Viterbo, che oggi guarda a Civitavecchia come ad una speranza di rilancio e riposizionamento dell’economia della Tuscia.
D. In che modo, secondo voi, il comune di Civitavecchia verrebbe penalizzato da tale adesione?
R. Premesso che Civitavecchia oggi è già per legge nell’area metropolitana, e quindi dovremo comunque cercare di dire la nostra sul redigendo statuto, è evidente che la penalizzazione parte già con la quasi certa impossibilità di essere rappresentati nel nuovo consiglio, per il meccanismo e la ponderazione dei voti che, in assenza di accordi all’interno dei partiti maggiori, Pd in primis, renderà irrilevante l’espressione di voto dei 24 consiglieri, che “pesano” 0,7 ciascuno. Inoltre, saremo un comune periferico dell’area che demograficamente conta meno di un terzo di un quartiere di Roma che fagociterà la gran parte delle risorse disponibili per Roma Capitale e “distribuirà” sulla propria area metropolitana gli oneri maggiori, si pensi ad esempio al trattamento dei rifiuti.
D) Quali sarebbero, invece, i vantaggi nel far parte di una nuova provincia dell’Etruria con Viterbo?
R. Al momento non è possibile parlare di provincia dell’Etruria, e ormai non credo abbia più neppure molto senso pensarci. Bisognerà vedere quali saranno le decisioni della Regione circa le materie come Cultura, Sport, Turismo, viabilità che dovranno essere delegate direttamente ai Comuni, o alle nuove province, come enti di area vasta. Comunque, il vantaggio di Civitavecchia, che rimarrebbe comunque il Porto di Roma ed il primo porto del Mediterraneo delle crociere, con la necessità quindi di incrementare, a prescindere dall’appartenenza o meno all’area metropolitana, i collegamenti e i servizi di mobilità per la Capitale, sarebbe quello di diventare un centro di riferimento per tutto l’alto Lazio, di cui dovrebbe di fatto aspirare a diventare il capoluogo logistico ed economico, chiedendo anche il decentramento di alcuni uffici di Viterbo, sulla scia di quanto sta già accadendo con l’università grazie all’azione del rinnovato consorzio ora guidato dalla Fondazione Cariciv.
D. Le pesanti servitù che insistono sul nostro territorio imputabili, a detta di molti, ad imposizioni romane, in che modo migliorerebbero con l’annessione all’area metropolitana viterbese?
R. Nessuna annessione, ripeto, e nessuna area metropolitana viterbese. La battaglia – tutta politica – da combattere con Santa Marinella, Tolfa, Manziana e gli altri comuni che ne condivideranno le motivazioni, è per far diventare Civitavecchia un capoluogo alla pari di Viterbo, rifiutando ogni nuova servitù che possa provenire da Roma, che nella nuova articolazione istituzionale e quindi territoriale, cerca la soluzione di parte dei suoi tanti e grandi problemi.
D) Pensa che si avrebbero pari dignità con la ricca Viterbo?
R. Ho già risposto, anche perché oggi Viterbo non è più così ricca. E noi, pur avendo enormi problemi sul piano economico ed occupazionale, abbiamo in più prospettiva di crescita diversa, se si crede fino in fondo nelle possibilità del porto e nelle nuove sfide che ci attendono, a partire dalla logistica.
D. Fuori dall’area metropolitana il porto di Civitavecchia, considerato il porto di Roma, verrebbe penalizzato magari per favorire gli scali portuali “romani” di Fiumicino e Gaeta?
R. oggi è inimmaginabile penalizzare un porto lanciato, come Civitavecchia, rispetto a uno scalo che esiste solo sulla carta, come Fiumicino. Mentre Gaeta, che pure non può essere paragonato a Civitavecchia, non fa nemmeno parte dell’area metropolitana. E comunque l’Autorità Portuale, come già accade oggi, rimarrebbe un ente “trasversale” rispetto a 3 province o enti di area vasta. E la partita dei finanziamenti per i porti non attiene certo all’area metropolitana, alle province o ai comuni.
D. Quante firme avete raccolto come comitato promotore per il referendum e quando pensate di depositarle? Pensa che il numero crescerà in ordine alle adesioni al referendum popolare promosso?
R. “Civitavecchia c’è” che ha dato la spinta determinante a questa azione ad agosto aveva già raccolto oltre 3000 firme, che sono state consegnate al sindaco e sono convinto che il numero crescerà notevolmente.
D. Prendendo a spunto l’esito dell’ultimo referendum importante tenutosi a Civitavecchia, quello sul carbone, crede che i cittadini andranno a votare ancora per un referendum consultivo? Non lo considera un azzardo pensando al flop sul carbone che poi spianò la strada alla riconversione di TVN?
R. Il referendum sarà comunque necessario per attivare il procedimento di cambio provincia ai sensi dell’articolo 133 della Costituzione, oggi unica strada giuridicamente praticabile, al di là della battaglia politica.
D. da 1 a 10 si è trovato bene con noi? Ripeterebbe l’esperienza?
R. Certamente bene grazie. Ripetiamo quando volete.

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