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venerdì 20 marzo 2015

Terna Authority: Cozzolino nomina Liaci, Monti e Porcelli. Ecco com’è andata

CIVITAVECCHIA – Mentre il sindaco Cozzolino ufficializza la sua terna, scelta (più o meno) tra i 14, pardon 15 curricula pervenuti al Pincio entro la data stabilita dall’avviso pubblico per la composizione della terna dei papabili alla guida di Molo Vespucci da presentare al Ministero, iniziano a trapelare le prime notizie su come si sia arrivati, in realtà, alla scelta dei tre prescelti dal sindaco.
Stando alle nostre fonti (di maggioranza) ed alla luce di quanto abbiamo ascoltato anche noi durante il Consiglio comunale di ieri, la versione pubblica è che il sindaco abbia scelto la terna, ufficializzata oggi, solo ed esclusivamente valutando (qualcuno direbbe “studiando”) i curricula dei candidati. La versione ufficiosa raccontataci parla invece di una situazione diversa, ovvero che la decisione sarebbe scaturita  dopo una riunione di maggioranza avvenuta la scorsa settimana (in tempi non sospetti quanto quando ancora non si sapeva se sarebbe arrivato o meno il curriculum del Dr. Monti), durante la quale si sarebbe discusso di porto e soprattutto sarebbe stato deciso se inserire l’attuale numero uno di Molo Vespucci nella terna proposta da Palazzo del Pincio. Singolare no…?!? Ma non è finita qui! Ci è stato anche fornito l’esito della votazione finita 8 a 7 per “Monti SI” nella terna, almeno stando ai nostri “ben informati”. Questi i nomi degli “anti montiani” che, secondo il nostro grillo parlante, probabilmente anche lui tra i presenti al Pincio, sarebbero riconducibili a Patrizio Carlini; Fabrizia Trapanesi; Fabrizio Righetti; Rolando La Rosa; Daniele Brizi (in dubbio se favorevole o astenuto); Raffaella Bagnano; Marco Pucci. Tra questi non risulterebbe, però, quell’Emanuele La Rosa che il 27 febbraio scorso è intervenuto sulla stampa per esprimere tutta la sua contrarietà verso chi – affermava – “ha dimostrato disinteresse verso la città, cioè verso l’attuale Presidente dell’Authority. Ora, se quello che c’è stato raccontato risponde a verità, appare alquanto singolare che proprio colui che ha sentito la necessità di palesare “pubblicamente” il suo niet a Pasqualino Monti diventi l’ago della bilancia e in un certo senso “l’uomo del Presidente” durante la riunione plenaria a lui dedicata.
Dal canto nostro, non potendo mettere il bollino della certezza assoluta su quanto avvenuto, possiamo solamente fare da cassa di risonanza raccontando i fatti per voce di chi c’era e che probabilmente ha voluto palesare un suo probabile malcontento per come vanno le cose. Non esprimiamo giudizi sulla questione se non limitandoci ad esternare perplessità domandandoci, sulla scorta di quanto evidenziato, cosa mai si celi dietro alla “schizzofrenia politica” di chi in pochi giorni si trasforma da carnefice in salvatore del Presidente. Lasciamo ai nostri lettori giudicare i fatti e trarre le personali conclusioni.
Ovviamente restiamo a disposizione per dar voce ai diretti interessati per eventuali smentite e/o precisazioni sulla vicenda, lasciando spazio al momento alla nota di Palazzo del Pincio che sancisce la decisone del Sindaco di Civitavecchia sulle “nomination” per la terna dei candidati alla presidenza dell’Autorità portuale:
CIVITAVECCHIA 20 MARZO 2015 – «In data odierna sono stati inviati al Ministero competente i nominativi costituenti la terna di candidature per la nomina di Presidente dell’Autorita Portuale di Civitavecchia.
I nominativi prescelti sono (in ordine alfabetico)
1 Liaci Giorgio
2 Monti Pasqualino
3 Porcelli Stefano
La scelta è stata effettuata dopo aver analizzato tutti i curricula pervenuti al Comune a seguito dell’apposito Avviso pubblicato in data 6 marzo 2015 sulle basi delle normative vigenti.
Diverse le valutazioni alla base dei tre nomi indicati dal sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino.
“Per quanto riguarda il presidente uscente, Pasqualino Monti, ci siamo voluti dare la possibilità di continuare nella sinergia finora instaurata tra Amministrazione Comunale ed Autorità Portuale – afferma il primo cittadino – sinergia che è innanzitutto tra le istituzioni e non solo tra gli amministratori pro tempore. Finalmente si sta stabilendo un legame sull’asse porto-città che porterà benefici agli abitanti del territorio dopo decenni di guerre personali e di lotte per le poltrone che hanno portato il Comune ed il Porto ad essere due entità separate e non in connessione fra loro».
Nel caso dell’ing. Giorgio Liaci si è ritenuto opportuno privilegiare, sempre nell’ottica dell’interesse della cittadinanza, una candidatura locale con esperienza notevole maturata nel Porto di Civitavecchia, nel settore Navigazione della RFI; infine, per quanto riguarda l’avvocato Stefano Porcelli, è stata considerata l’esperienza internazionale maturata nell’ambito della consulenza sulle infrastrutture e sulla logistica portuale.
Ci assumiamo – continua il Sindaco – tutta la pesante responsabilità di una proposta fatta in nome e per conto dell’interesse collettivo. Una scelta di una terna di qualità, con tre nomi di elevato livello professionale, che siamo sicuri porterà continui e permanenti benefici nel campo occupazionale, economico, turistico, strutturale e logistico mettendo al primo posto dell’azione amministrativa la collaborazione fra enti. Il tempo è galantuomo, quindi giudicherà la bontà delle nostre scelte: siamo convinti che nei prossimi 4 anni continuando un costruttivo rapporto fra città e porto possa definitivamente consolidarsi il rilancio di Civitavecchia (nel passato sempre annunciato ma mai ottenuto) creando una cultura tesa verso un diverso modello di sviluppo che possa superare la dipendenza dalle servitù che da sempre ne hanno condizionato l’economia”.
Antonio Cacace
fonte: http://www.lavocedelpopolo.net/34834/terna-autority-cozzolino-nomina-liaci-monti-e-porcelli/

giovedì 19 marzo 2015

Civitavecchia: Alvaro Balloni è dentro o fuori dal PSI ?

Il quesito sull'”ingombrante” segretario lo pone Pascale che “attende risposte dal diretto interessato”.
CIVITAVECCHIA – I due sin dall’inizio non si sono digeriti molto e le “scaramucce” sono iniziate appena l’ex moscheriniano, dall’alto del suo consenso personale, ha messo piede nel partito. Balloni e Pascale rappresentano oggi due anime distinte e contrapposte tra i socialisti: il primo, “mister preferenze”, che potrebbe essere definito un “socialista per caso”, è un politico strutturato dalle idee ben definite ma molto “civico” e poco incline alle regole partitiche. Il secondo, invece, è un socialista convinto e della “prima ora”, che incarna la figura dell’intellettuale con le preferenze cosiddette “contate” e che punta, probabilmente da tempo, alla leadership della segreteria locale del PSI, ruolo che senza l’ingombrante Balloni diventerebbe sicuramente più alla portata. A breve, comunque e per buona pace dei due, le loro strade potrebbero dividersi; il condizionale è quantomai d’obbligo nella circostanza perchè con il “civico nostrano” nulla è mai troppo scontato.
«Qualche tempo fa – dichiara in proposito Mario Michele Pascale – una componente del PSI di Civitavecchia ha tenuto una riunione pubblica, alla presenza della stampa cittadina, con all’ordine del giorno l’uscita dal partito. Dopo tante pantomime, nella stessa sede questi signori hanno deciso di aspettare 30 giorni per avere “risposte” dal partito. I 30 giorni sono passati, abbondantemente».
Pascale, consigliere nazionale ed esponente locale del Partito Socialista Italiano, entra nel merito della questione per chiedere ad Alvaro Balloni, segretario della sezione di Civitavecchia, di sciogliere quanto prima le riserve sul suo futuro nel partito.
«La componente, facente capo ad Alvaro Balloni, tace. Mi rendo conto che, con il tempo inclemente, assai piovoso e freddo degli ultimi giorni, uscire magari anche senza ombrello avrebbe portato a conseguenze disastrose, vista anche l’età avanzata di molti dei peroranti l’uscita. Ma oggi c’è un bellissimo sole, la primavera avanza e non bisogna aver timore di buscarsi un’influenza. Credo che quando un segretario di sezione, che rappresenta il partito sul territorio, convoca un’assemblea per uscire dal partito che egli stesso rappresenta, – attacca Pascale – c’è poco da discutere. Si pone, automaticamente, fuori dal corpo politico del PSI.
Che si subordini l’uscita a “risposte” lascia interdetti. Stare in un partito non è come entrare in un negozio, dove se non si viene serviti si va via. La militanza è tale perché si abbraccia una visione del mondo ed un sistema di valori. Non perché si deve avere qualcosa in cambio. Il tempo volge al bello e non c’è bisogno né di ombrelli né di impermeabili. Inoltre, la giovinezza non è solo un fattore anagrafico: si può essere giovani dentro. Io credo che Alvaro Balloni abbia una interiorità da giovanotto e sia sempre pronto per nuove sfide, – chiosa il consigliere nazionale del PSI – il mondo gli appartiene, un mondo pieno di nuove e strabilianti opportunità. Fuori dal PSI però».
Antonio Cacace
fonte: http://www.lavocedelpopolo.net/34710/alvaro-balloni-e-dentro-o-fuori-dal-psi/