mercoledì 15 agosto 2018

Genova, serve fermezza e decisioni esemplari per i responsabili.

Gli italiani vogliono chiarezza. Basta tragedie senza colpevoli.



La foto che ho scelto per questo post, presa su internet ed utilizzata da diverse testate nazionali, rappresenta la sintesi del mio pensiero sul crack del ponte Morandi di Genova, che ha causato un carico di morti insostenibili per un paese civile ed industrializzato com'è l’Italia. in questa foto non ci vedo solo il destino, infausto o meno, di chi ce l’ha fatta e di chi no. Io ci vedo un mix letale di menefreghismo, incapacità e disonestà che sono i veri colpevoli di questa tragedia. 

Del resto, in un Paese dove i fondi per le manutenzioni ordinarie e straordinarie per le opere pubbliche sono esigui, la corruzione negli appalti è in crescita ed i controlli sono inesistenti, tragedie come questa del viadotto di Genova diventano prevedibili e per certi versi annunciate. Questa strage, con i suoi 39 morti già accertati, ci consegna l’immagine simbolica di un’Italia figlia dell’incuria e vittima di una classe dirigente nazionale, politica ed economica, inadeguata e irresponsabile che preferisce cedere ai privati - e spesso sotto forma di monopolio - pezzi importanti dello Stato e segmenti strategici come la rete telefonica e le autostrade, piuttosto che gestirle con i propri organismi.

Quello che è successo ieri segna profondamente la coscienza del Paese, non soltanto per le vittime innocenti che ha prodotto ma perché era, appunto, evitabile e non si è evitata. Se si fosse fatta una corretta manutenzione, probabilmente quel ponte sarebbe ancora lì e non staremmo a parlare di vittime, di tragedie e di stragi nel giorno della festa dell’estate per eccellenza, il Ferragosto. 
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Se questi sospetti dovessero diventare realtà e si venisse a scoprire che il concessionario privato, che gestisce la rete autostradale italiana, ha mancato nelle sue responsabilità e nei suoi obblighi contrattuali sarebbe corretto,  opportuno e necessario revocare unilateralmente le concessioni e rimettere sotto il controllo dello Stato l’intera rete, com’è previsto, tra l’altro, dall’Art. 43 della Costituzione. Subito dopo, però, bisognerà accertare le colpe e soprattutto individuare i colpevoli - compreso chi doveva intervenire e non l’ha fatto -, assicurarli alla giustizia e accertarsi che paghino. 

Questa è la prima tragedia che si verifica sotto il nuovo governo Lega - Cinquestelle ed il ministro delle Infrastrutture Toninelli ed il Premier Conte - uno competente per le opere pubbliche e l’altro responsabile del governo - potranno dimostrare con i fatti di che pasta è fatto questo governo che chiamano "del cambiamento", se parliamo solo di uno slogan politico o se è un governo che cambia realmente le cose.  In fondo, mettere in sicurezza strade, ferrovie, tunnel, viadotti, scuole ed edifici pubblici equivale a realizzare la più grande opera pubblica della nazione. Non mi sembra poco.

@AntonioCacace


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