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venerdì 7 settembre 2018

Sequestro conti Lega. Una sottoscrizione popolare per restituire i 49 milioni di euro.

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Lo diceva Giulio Andreotti e chissà oggi che opinione avrebbe della politica e della magistratura. A pensar male, stavolta, sono la Lega e Matteo Salvini, sotto attacco quando sono al governo del Paese. 

Le indagini di Genova sui fondi della Lega, il blocco dei conti e l'arrivo, a stretto giro di posta, dell'avviso di garanzia per l'accusa di sequestro di persona per la vicenda della nave Diciotti sembrano avvalorare la tesi di che vede l'attacco dei poteri forti a Salvini e al governo dei “populisti”. Cosa fare, quindi, soccombere e far cadere il governo o reagire e oltrepassare l'ostacolo? Come però? Come ovviare al sequestro dei conti correnti del Carroccio, voluto dalla magistratura, per recuperare 49 milioni di euro di rimborsi elettorali presumibilmente non dovuti dal 2008 e 2010? La soluzione, paventata in questi giorni di far nascere un nuovo soggetto politico (e giuridico), con un nuovo nome, per evitare il prelievo forzato di soldi potrebbe essere un’ipotesi, che è stata però smentita dallo stesso ministro dell’Interno Salvini, insieme all'altra ipotesi di fare fusioni con soggetti politici di centrodestra. 

Quindi?

Quindi si potrebbero pagare i 49 milioni di euro chiedendo l’aiuto degli italiani; dei sostenitori della Lega e dei supporter di Matteo Salvini che, mai come ora, gode di una popolarità straordinaria tra gli italiani. Una sottoscrizione popolare da lanciare in rete (con un appello al popolo come solo lui sa fare) e nelle piazze italiane con banchetti ed iniziative politiche per la raccolta fondi. Basterebbero pochi euro per cittadino per raggiungere la cifra chiesta dal tribunale di Genova e chiudere (almeno) questa partita con i giudici. Operazione fattibile, per uno come Matteo Salvini.

@AntonioCacace