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Coronavirus, Sulla passeggiata con i bambini è caos. Per molti è prematura e pericolosa


La circolare del Ministero dell'Interno sulla possibilità di far fare una passeggiata ai bambini ha provocato una levata di scudi, soprattutto nel mondo scientifico e dai sindaci e governatori delle zone più colpite dal Coronavirus. L'opinione generale di diversi medici ed associazioni di categoria è che sia molto pericoloso allentare le maglie in piena emergenza e senza avere la certezza di aver superato il picco dell'epidemia.

Ad esempio, la segretaria generale dei medici di famiglia della Lombardia, Paola Pedrini, intervistata su Radio Capital, s'è detta molto critica sul via libera del Viminale alla passeggiata genitori-figli, anche perchè siamo in una fase dove mancano ancora i dispositivi di protezione per la popolazione. «Permettere la passeggiata con i bambini è rischioso, - ha detto - perché se abbiamo la notizia positiva della riduzione dei contagi, vuol dire che le misure drastiche stanno funzionando. Mollare così all'inizio può essere un pericolo». Inoltre, ha ricordato  la dottoressa Pedrini, che «siamo senza dispositivi di protezione adeguati» ed ha aggiunto che questo «non è accettabile», anche perchè «il tributo più grande - ha stigmatizzato - l'abbiamo pagato noi medici di famiglia».   

In effetti, non ha molto senso accelerare gli eventi alla prima notizia positiva sul numero dei contagi. Si rischia di vanificare l'enorme lavoro fatto, fin qui, dalle nostre strutture sanitarie e da chi è in prima linea a combattere l'epidemia. In molte regioni l'ondata più forte del contagio sta arrivando solo ora ed allentare le restrizioni potrebbe provocare l'aumento dei malati. Ci sarà il tempo per uscire e per buttarci tutto alle spalle, potremo farlo, in sicurezza, quando saremo in grado di difenderci e lo Stato sarà riuscito a far arrivare nelle linee di distribuzioni e nelle farmacie di tutt'Italia le mascherine ed i guanti monouso per tutti. Nel frattempo, anche se stare "rinchiusi" in casa può sembrare una costrizione, è meglio starci. Facciamo ancora un piccolo sacrificio per noi stessi e per i nostri cari. Facciamolo per non vanificare il lavoro di chi si sta sacrificando e, soprattutto, per onorare tutti quei genitori, quei nonni e quei figli che, purtroppo, non ce l'hanno fatta e sono morti in solitudine. Stare bene ed annoiarsi, in questa fase, è un privilegio che in molti non hanno.


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