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Inflazione, speculazioni e caro carburanti: Sempre "tutto contro gli operai".

"Tanto tuonò che alla fine piovve", è questo il detto popolare che possiamo utilizzare per celebrare le (tanto annunciate) truffe e gli attacchi speculativi ai danni delle famiglie e delle aziende italiane. Un combinato disposto capace di mettere in crisi il potere d'acquisto dei primi e la sopravvivenza dei secondi. I prezzi sono alle stelle, tutto è diventato molto più caro del solito: sono care le materie prime, duplicate le bollette e sono aumentati in maniera esponenziale il costo dell'energia e dei carburanti. Assistiamo ad una corsa al rincaro indiscriminato (ed in molti casi ingiustificato) che, come al solito, nessuno in Italia sembra in grado di arrestare. A differenza del "caro mascherina", sui carburanti e sulle bollette il Governo non sembra intenzionato a bloccare i prezzi e né, tanto meno, a tagliare le accise come già si sta facendo in Europa.

Mentre in Austria, ad esempio, il caro benzina è arrivato ad 1,50 euro al litro, in Italia benzina e gasolio hanno sfondato (abbondantemente) la soglia psicologica dei 2 euro. Eppure, la crisi economica a cui sono soggette le due nazioni è la stessa, entrambe - come per l'intera Europa -  si trovano a dover affrontare la crisi pandemica ed il conflitto ucraino, ma la ricaduta sulle rispettive popolazioni è molto differente. Da noi le tasse la fanno da padrone quanto - e forse anche di più - le speculazioni in atto, tanto che l'inflazione è schizzata e gli italiani si trovano a dover pagare, per i prodotti e i servizi che acquistano, molto di più di quanto realmente valgono. Le accise sui carburanti, ad esempio, sono le più alte tra i Paesi dell'Unione Europea, addirittura i due terzi di quello che paghiamo per fare rifornimento è costituito da accise ed Iva. E sono sempre aumentate in tutti questi anni, nonostante le tante promesse della politica di cancellarle. Utilizzate per fronteggiare specifiche emergenze economiche, le accise sui prodotti energetici si sono moltiplicate e sommate nei decenni, diventando una parte strutturale ed importante del sistema fiscale. 

Accise su accise per finanziare guerre e fronteggiare emergenze e crisi del secolo scorso, di cui non si ha più neanche memoria, che però continuiamo a pagare. Un costo perpetuo sulle spalle dei cittadini, che in realtà serve a pagare un classe politica incapace di produrre una vera riforma fiscale, capace di essere equa e sostenibile per tutti.

AGGIORNAMENTO DEL 22 MARZO 2022:

Per dovere di informazione, riportiamo gli ultimi aggiornamenti sul caro carburante. Il Governo ha finalmente deciso di correre ai riparti varando due decreti che tagliano le accise di 30,5 centesimi al litro.

I decreti, che portano la firma del presidente del Consiglio Mario Draghi e del ministro dell’Economia Daniele Franco, contengono le norme temporanee per ridurre il prezzo di vendita al consumo. Il taglio delle accise sarà di 25 centesimi per benzina e diesel, a cui va aggiunta l'Iva al 22%, mentre per il Gpl le accise diminuiranno di 8,5 centesimi che, con l'Iva, si arriverà a 10,37 centesimi.

Finalmente le agevolazioni che tutti gli italiani attendevano sono arrivate e saranno valide per un periodo di 30 giorni a partire da oggiMa non è tutto. Il Governo ha anche previsto che, fino al 31 dicembre di quest'anno, le aliquote di questi tributi potranno essere rideterminate senza dover ricorrere ad un decreto legge ma solo con un provvedimento ministeriale. Da oggi, forse, si è imboccata una strada che ci porterà a fronteggiare questa nuova crisi.  

2 commenti:

  1. la vigna dei Cojoni20 marzo 2022 09:39

    infatti per il covid non c'hanno pensato 2 volte ad imporre ai farmacisti il prezzo bloccato per le mascherine e i tamponi, perchè per la benzina e le bollette di luce
    gas non si può fare? I gestori di gas e luce sono delle società di Stato, dovrebbe essere ancora più facile imporre il blocco dei prezzi, perchè non lo si fa e si lasciano in difficoltà gli italiani?
    Perchè non si possono tagliare queste assurde accise e dobbiamo ancora pagare tasse per robe chiuse un secolo fa come la guerra in Corea, il terremoto dell'Irpinia ecc. ecc.?
    In Italia furbi e speculatori fanno quello che cavolo vogliono, il Ministro Cingolani parla di truffe e di rincari ingiustificati ma nessuno fa niente e tutto rimane sulle spalle degli operai, come scritto nel titolo.

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  2. la guerra in Ucraina ci mette inevitabilmente a confronto le 2 realtà: la loro e la nostra.
    - Vediamo come si comportano i loro leader e vediamo i nostri;
    - vediamo il loro forte senso di appartenenza e vediamo il nostro;
    - vediamo la loro fierezza e vediamo la nostra;
    - vediamo il loro forte senso di nazionalismo e vediamo il nostro;
    - vediamo la loro voglia di essere liberi ed indipendenti e cosa sono disposti a fare per non rinunciarvi ed immaginiamo, in questo caso, a cosa saremmo disposti a fare noi per rimanere liberi e indipendenti.
    Vediamo questi 2 modelli di società a confronto e traiamone le dovute considerazioni sul tipo di società che ci siamo scelti.

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