mercoledì 1 settembre 2010

L'Italia piange il suo soldato Alessandro Di Lisio



20 luglio 2009

L'Italia intera piange il primo caporal maggiore dell'8° genio guastatori della Folgore, Alessandro Di Lisio, classe 1984, morto martedì scorso a seguito di un vile attacco avvenuto a 50 km a nord-est di Farah, Afghanistan.
Alessandro Di Lisio era un giovane militare, che, insieme ai circa 2700 uomini del contingente italiano in Afghanistan, respirava giornalmente quel «vento di guerra» che impedisce oggi al «paese degli aquiloni» di spiccare a pieno il proprio volo verso la democrazia. Gli ultimi due mesi hanno visto tristemente tingere le strade dell'Afghanistan del sangue di tanti, militari e civili, caduti sotto la falce della morte talebana, di quei terroristi che seminano la paura e il terrore nelle più disparate zone del paese. 196 i militari che hanno perso la vita in Afghanistan dall'inizio del 2009. Un drammatico bollettino di guerra che rispecchia l'instabilità in cui oggi il paese vive.

Le prossime elezioni presidenziali, che si terranno il 20 agosto, hanno determinato l'escalation degli attentati contro i contingenti militari stranieri presenti sul territorio. I talebani sembrano non voler arrendersi di fronte all'imperante processo di democratizzazione che l'Afghanistan, piaccia o meno, ha iniziato ed intende portar a compimento.
L'Italia piange il suo soldato. Come spiegato dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, la potenza dell'ordigno esploso, superiore rispetto a quella degli altri usati sinora, ha determinato il ferimento dei militari presenti nel blindato Lince, finora mezzo efficace alla protezione. «E' un evento tragico, che ci ricorda che lì c'è la guerra».

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2 commenti:

Onore ad Alessandro Di Lisio. Che Dio lo abbia in gloria.

Ad Alessandro:

Eterno, Immenso Dio, che creasti gli infiniti spazi e ne misurasti le misteriose profondita'
guarda benigno a noi, Paracadutisti d'Italia, che nell'adempimento del dovere balzando
dai nostri aerei, ci lanciamo nelle vastita' dei cieli. Manda l'Arcangelo S. Michele a nostro
custode; guida e proteggi l'ardimentoso volo.
Come nebbia al Sole, davanti a noi siano dissipati i nostri nemici. Candida come la seta del
paracadute sia sempre la nostra fede e indomito il coraggio.
La nostra giovane vita e' tua o Signore!
Se e' scritto che cadiamo, sia! Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e
fratelli innumeri, orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire.
Benedici, o signore, la nostra Patria, le Famiglie, i nostri Cari! Per loro, nell'alba e nel tramonto,
sempre la nostra vita! E per noi, o Signore, il Tuo glorificante sorriso.
Così sia.

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