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venerdì 30 settembre 2011

Antonio Cacace: Un'esperienza che parte dal basso e la voglia di volare alto




Un'avventura politica e sociale all’insegna del territorio e totalmente dedicata al servizio della comunità. In questa logica è nata l'esperienza associativa de “Il Popolo della Città” a Civitavecchia. Qualcuno di noi si è lasciato alle spalle esperienze politiche non proprio lusinghiere ma, come insegna il sapiente, quello che non uccide rafforza. E così la blacklist è stata subito chiara: niente beghe di palazzo, addio carrieristi, mai più procacciatori d’affari, solo un gruppo di amici che insieme ad altri aggiuntisi in seguito, si spendono per la propria collettività.

“Il Popolo della Città” si identifica come un movimento di partecipazione civica a Civitavecchia, un’associazione di cittadini per i cittadini che nasce dal basso e, forte delle proprie idee, si prefigge di usare la politica per affrontare e risolvere i problemi della comunità e del territorio. 

Il nome scelto non nasce per scimmiottare il Pdl ma per identificarci con ciò che siamo e vogliamo rappresentare: i cittadini. Il Popolo della città, appunto!

Questo ci ha portato a cercare spazi nuovi, a posizionarci come associazione, tra la gente e i partiti, con l'ambizione dei pontieri, che lavorano per colmare il fossato e ricomporre una frattura sempre più ampia. Nonostante il nostro esplicito posizionamento politico a destra siamo decisi a spingerci, laddove è necessario, fino alla contrapposizione con il centrodestra, quando riteniamo che il suo ceto politico non agisca principalmente nell’interesse della collettività. Un’organizzazione snella e dinamica, una struttura liquida, priva di tatticismi e burocrazia, operativa nel territorio: militanza, banchetti, raccolte firme, proposte, iniziative, ascolto e confronto e quant’altro di utile e costruttivo per il bene della città. Ci siamo occupati in questi pochi mesi di attività dei problemi di tutti i giorni, quelli che affliggono maggiormente noi cittadini: dalle barriere architettoniche all’emergenza abitativa, dai disagi dei pendolari alla volontà di restituire alla città luoghi simbolo e di aggregazione.

Quindi un’associazione-movimento: non un partito e neanche una corrente di nulla, solo un’organizzazione di cittadini che, nel panorama politico locale, si colloca nell’area di centrodestra e si ispira ai valori di una destra sociale, democratica e moderna e lo fa con gli strumenti non convenzionali dell’associazionismo e del movimento cittadino.

Un modo non conforme di fare politica, basato sui bisogni reali e non sulle ideologie, un modo che a volte è contrastato perché non è capito da chi invece si ostina a fare politica alla vecchia maniera, perseguendo (a volte) più il potere, le poltrone e gli interessi di parte che quelli di quanti dovrebbero essere rappresentati.

La politica cittadina di tanto in tanto ci ascolta, altre volte fa finta di nulla salvo poi eseguire alla lettera i nostri suggerimenti, altre volte ancora ci critica ma quello che conta è che la nostra azione li spinge spesso ad una reazione (se non a dei veri passi indietro) e a un confronto con la cittadinanza. Abbiamo fatto in modo che alcune nostre iniziative arrivassero in Consiglio comunale, facendole diventare delle vere e proprie mozioni. Abbiamo presentato i nostri progetti all’Amministrazione riuscendo anche a spingere gli assessori interessati a presentare progetti e a chiedere finanziamenti ai ministeri e agli enti preposti. Abbiamo spinto la Giunta a regolamentare situazioni pericolose e degradanti, ci siamo occupati di verde, di ambiente, abbiamo proposto nuove tecniche di riciclaggio dei rifiuti, ci siamo battuti quando da Roma volevano imporci servitù altrui. Ed ecco un caso dove è necessario contrapporsi anche con il centrodestra.

Un’esperienza impegnativa ma senz’altro positiva, entusiasmante: sai che quel poco che fai è farina del tuo sacco, è la forza delle idee, del gruppo. È la voglia di impegnarsi. Senza finanziamenti, senza sponsor, senza aiuti esterni, cosa importa. Il tutto è sicuramente molto faticoso ma ogni piccolo risultato è quel pieno di benzina in più che ti permette di andare avanti. Giri per la città, parli con le persone e gli amici e ricevi da loro gli spunti per nuove iniziative, tocchi con mano ciò che fai. È bello sapere che per qualcuno sei il suo strumento d’azione!

Quindi, volendo tirare le somme, è un’esperienza partita dal basso, sicuramente positiva anche se da uomo di parte e di destra, da amante della politica non posso negare che mi manca il poter essere parte di un progetto più grande e “alto”, un piccolo ingranaggio di una grande macchina per cui spendersi e al quale fare riferimento. Una macchina che ti permetta di seguire l’ambizioso percorso di riunire la destra italiana facendola tornare una forza non solo di governo ma di Popolo, una forza determinante per il Paese intero.

Una destra non nostalgica e chiusa in se stessa ma protesa verso il futuro, una destra aperta, popolare e moderna, che sappia dotare il Paese dei giusti strumenti e delle riforme necessarie per crescere e progredire. Una destra forte della propria identità, capace cavalcare il proprio tempo, di stare in Europa (l'Europa del Popoli e delle Nazioni) e parlare ai giovani. E poco importa come si chiamerà o come la si farà: se sottoforma di corrente, di movimento o di partito, ciò che conta è farla diventare un’unica voce capace di restituire la destra all’Italia e l’Italia al centrodestra.

Le persone giuste, da quel che vedo, questa volta sono scese in campo e sinceramente l’impressione è positiva.  Mi auguro ora che sia la volta buona e che si riesca a fare sintesi intorno al progetto e ai suoi promotori,  soprattutto in questa fase drammatica per il Paese tra violenza della crisi finanziaria, ondata speculativa ai danni della nostra economia e imbarbarimento dello scontro politico in atto, anche a costo di danneggiare i superiori interessi nazionali.

Antonio Cacace

lunedì 26 settembre 2011



CIVITAVECCHIA: IL COMUNE DEVE FARSI RISARCIRE ANCHE DAGLI ARMATORI CHE OPERANO NEL NOSTRO SCALO




E' una prassi ormai consolidata che a servitù e concessioni con danni ambientali corrispondano compensazioni ma a Civitavecchia non è così per tutti. L’Enel sta risarcendo la città a suon di milioni di euro e con il famoso bosco che dovrà realizzare (sempre se riusciremo a farglielo fare), ci auguriamo che la prassi sia estesa anche per la centrale di Tirreno Power, così come bisogna prevedere un risarcimento danni per le servitù portuali.
Chiediamo, come “Il Popolo della Città”, in qualità di associazione cittadina, che le Istituzioni locali aprano la discussione su come restituire al territorio, in forma di investimenti produttivi e sociali, parte degli alti profitti guadagnati dagli armatori nel nostro scalo, come avviene peraltro negli altri porti nazionali e internazionali.

mercoledì 21 settembre 2011

ANTONIO CACACE (IL POPOLO DELLA CITTA'): CONGRATULAZIONI A MECOZZI PER LA NOMINA NEL FORUM REGIONALE POLITICHE GIOVANILI DELL'ANCI LAZIO




CIVITAVECCHIA - “Desidero esprimere le mie congratulazione al consigliere comunale Mirko Mecozzi per la recente nomina all’interno del Forum regionale per le Politiche Giovanili del Lazio, organismo della Regione.Viene così premiato nuovamente, dopo la nomina del Dr. Monti all’Autorità portuale di Civitavecchia, un giovane civitavecchiese e questo rappresenta un motivo di orgoglio ed appartenenza al di là delle singole posizioni politiche.  La cosa più importante è che siamo di fronte ad un significativo cambiamento di rotta: si punta sì ai giovani, ma ai giovani che emergono per capacità e merito, puntando quindi, finalmente, su una nuova classe politica. La nomina di Mecozzi ad un organismo così importante della Regione Lazio premia l’attività del giovane Consigliere sul territorio.  Una posizione importante e prestigiosa che mi auguro servirà per lavorare ancora più intensamente e con profitto per la propria città oltre che per la Regione”.Lo dichiara Antonio Cacace, presidente de Il Popolo della Città.

martedì 6 settembre 2011

Il delirio di Cesare Battisti: "Non mi pento di nulla. I veri assassini torturati in Italia"



"Non mi pento di nulla". Così Cesare Battisti, il terrorista rosso nato a Sermoneta e poi evaso dal carcere di Frosinone, fa sapere dal Brasile dove ora è un libero cittadino, grazie ad un atto voluto dall'ex presidente Lula e nonostante le due condanne agli ergastoli in Italia per quattro omicidi.
Così il terrorista del Proletari Armati per il Comunismo prosegue la sua delirante intervista concessa ad uno dei più diffusi settimanali brasiliani: "Non posso pentirmi di ciò che non ho fatto. Mi stanno accusando di omicidi. I responsabili sono stati presi e torturati. Quando si sono verificate le morti, io non stavo più nell'organizzazione". Battisti ha poi di nuovo accusato l'Italia per presunte torture in carcere e ha di nuovo ringraziato l'ex presidnete Lula, che proprio l'ultimo giorno del suo mandato rifiutò l'estradizione, atto poi confermato dal successivo esecutivo brasiliano, sempre di sinistra.
Le frasi di Battisti sono l 'ennesimo affronto contro lo Stato Italiano e le sue vittime. Nel suo delirio di impunità questo assassino insulta la giustizia italiana e le famiglie coinvolte. Bisogna  fare di tutto, sia sul paino  giuridico che diplomatico, affinché questo criminale non resti a piede libero ma sconti la sua pena nelle patrie galere.